Campania, nasce il gruppo Azione per Calenda su De Luca: “Favorevoli al terzo mandato”

ph. istituzioni24

Carlo Calenda, segretario di Azione, alla presentazione del nuovo gruppo regionale della Campania di Azione/Per composto dai consiglieri Di Fenza, Sommese, Pisacane ed Aversano, riflette sulle recenti sfide dell’attualità, offrendo prospettive su temi cruciali per il Paese.

“I temi nazionali – ha esordito – della questione dei salari, della sanità e dello sviluppo in Campania sono particolarmente sentite. Quello che noi faremo qui è quello che stiamo facendo al governo nazionale, cioè evitare polemiche insensate, lavorare per fare delle proposte come abbiamo fatto sia per quanto riguarda i salari che per quanto riguarda lo sviluppo industriale. Le aziende italiane stanno scappando e questo rischia di essere un disastro per il Mezzogiorno. Mara Carfagna, presidente di azione, aveva fatto delle Zes che funzionavano perfettamente e hanno deciso di farne un’unica che non ha né i soldi né il funzionamento per attrarre le imprese, e si disfa tutto ciò che di buono è stato fatto. Non sappiamo il governo che politica abbia per il mezzogiorno” 

Continuerà a sostenere il Governatore de Luca? Cosa ne pensa della sfida a colpi social?

Io non sono interessato alle sfide social, ma alla sostanza, e mi spiace dire che ha perfettamente ragione De Luca. Qui non c’è un’ideazione di politica di sviluppo per il mezzogiorno e i fondi di sviluppo, come sappiamo, sono usati in modo distorto. Le zes non stanno funzionando, non c’è un‘idea su come accelerare gli investimenti, e questo è il tema. Il governo non può passare le sue giornate a polemizzare senza fare ciò che va fatto. E mi spiace dire che su questo punto il governo è totalmente lacunoso, non solo non facendo, ma anche smontando quello che è stato fatto da Mara Carfagna col Governo Draghi”.

Sull’autonomia differenziata, Calenda ha argomentato: “Ho una visione diversa dal Governatore De Luca per quanto riguarda l’autonomia differenziata, ovvero che essa non esiste, è un’illusione fatta per dare u contentino a Salvini  in vista delle Elezioni europee in funzione di supporto al premierato. Non ci sarà nessuna autonomia, è una presa in giro. Quello che manca è una politica per il mezzogiorno. Starei molto attento a dire che l’autonomia è un pericolo perché darebbe ragione a Salvini a dire che l’ha ottenuta, perché non c’è. È una presa in giro”. 

Riguardo alla protesta dei trattori, secondo lei è sufficiente l’emendamento che si metterà nel milleproroghe? 

“Gli agricoltori hanno lo stesso problema che hanno operai e impiegati, cioè che oggi i salari sono completamente appiattiti. Oggi gli agricoltori producono e vendono sotto il prezzo di produzione, vendono impoverendosi. Un principio immorale.  E si può fare una cosa molto semplice, il Ministero dell’Agricoltura oggi monitora i costi di produzione e bisogna introdurre un divieto alla vendita sotto i costi di produzione

Cosa pensa della loro protesta e del fatto che sostanzialmente il governo abbia dichiarato di non essere dalla loro parte?

“L’onere del Governo, lo dico alla Meloni come a Salvini, non è salire sul trattore, ma capire come ci è arrivato quel trattore. Fino alle elezioni europee vedremo conflitti interni a questa maggiorana, e saranno fatti come se fossero all’opposizione, e questo è un tragico problema dell’Italia da sempre. Il governo riesce a far accadere delle cose e invece di lavorarci, finge di essere all’opposizione. Avete i mezzi per cambiare la situazione, ma il problema è che servono competenze gestionali e amministrative, che il governo non ha, perché le persone che fanno parte di questo governo hanno esperienze lavorative  ridottissime, hanno sempre fatto solo politica di chiacchiere e questo è un problema quando devi realizzare qualcosa”. 

Lei pensa che ci sia rischio di strumentalizzazione della protesta all’interno dello stesso  cento destra?

“È già avvenuta, è stato approvato un provvedimento, ovvero la cancellazione dell’IRPEF, con il Ministro dell’Economia, che è della Lega, senza principio di responsabilità”. 

Ieri ci sarebbe stato un incontro tra Conte e Landini su Stellantis e iniziative sul salario minimo…

“…Faccio questa battaglia su Stellantis in solitudine dal giorno in cui Conte ha dato a Elkann una garanzia di 6,3 miliardi per pagarsi un dividendo di 2,9 miliardi e credo sia la prima cosa che Conte debba spiegare, perché è stato molto silenzioso, soprattutto come è stato possibile dare quella garanzia senza garanzie. Conte tace perché sa di essere responsabile”. 

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