Attentato a Kerman: l’Isis rivendica la responsabilità, ma Teheran accusa USA e Israele

ph. ANSA

Nelle ultime 24 ore, l’Isis ha sorprendentemente rivendicato la responsabilità del doppio attentato avvenuto vicino alla tomba di Qassem Soleimani, nella città iraniana di Kerman. Lo stato Islamico avrebbe comunicato tramite il canale Telegram che a provocare le esplosioni sono stati due suoi kamikaze. Secondo un bilancio aggiornato, l’attacco ha causato 84 morti e 284 feriti, diventando la peggiore strage nella storia della Repubblica islamica.

Nonostante la rivendicazione dell’Isis, il governo iraniano sostiene che dietro agli attentatori si celino gli Stati Uniti e Israele. Manifestazioni con slogan anti-americani e anti-israeliani si sono svolte in diverse città iraniane, mentre le autorità hanno invitato la popolazione a esprimere la condanna contro i governi americano e israeliano, scendendo in piazza  in un momento di crescente tensione nel Medio Oriente.

È importante notare che attacchi simili sono stati attribuiti in passato all’Isis, ma tradizionalmente Teheran tende a considerare i terroristi come strumenti utilizzati da Israele e gli Stati Uniti per indebolire la Repubblica islamica. Il successore di Soleimani, Esmail Qani, ha dichiarato che gli attacchi a Kerman sono stati compiuti da “agenti del regime sionista e degli Stati Uniti”.

Gli Stati Uniti e Israele hanno negato qualsiasi coinvolgimento, citando similitudini con gli attacchi precedenti rivendicati dall’Isis. Nel frattempo, Israele ha concentrato la sua attenzione sui combattimenti con Hamas nella Striscia di Gaza, senza rilasciare ulteriori commenti sull’attentato a Kerman.

Gli analisti evidenziano che l’impiego di due attentatori suicidi riflette il modus operandi dell’Isis, come confermato dall’agenzia di Stato iraniana Irna. Una fonte citata dall’agenzia ha spiegato che, impossibilitati a superare i rigorosi controlli di sicurezza vicino alla tomba di Soleimani, i due kamikaze si sono fatti esplodere a distanze significative dalla moschea di Saheb al-Zaman.

La comunità internazionale ha condannato all’unanimità l’attacco, con il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, e il Consiglio di Sicurezza che definiscono l’incidente come un “vile attacco terrorista”. Il segretario di Stato americano Antony Blinken e la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna hanno concordato sulla necessità di evitare un’escalation in Libano e in Iran, in relazione al conflitto in corso nella Striscia di Gaza.

La situazione resta tesa mentre si cercano ulteriori sviluppi e indagini sulla vera natura degli attacchi a Kerman.

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