L’intervista a Piernicola Pedicini: “Ursula Von der Leyen ha preso degli accordi e ha dato sostegno ad Israele, bisogna prendere le distanze da chi commette crimini di guerra”

L’onorevole Piernicola Pedicini ha rilasciato un’intervista per Istituzioni24.it, nella quale ha affrontato temi riguardo il conflitto israelo-palestinese. Ha scelto di muovere una mozione di censura nei confronti della Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen per il suo appoggio ad Israele, “autore di crimini di guerra”.

Martedì 28 novembre, nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, si è tenuta la convention, organizzata dall’europarlamentare del Gruppo Greens/EFA Piernicola Pedicini, dal titolo “Le Vie della Pace”. L’evento ha visto la partecipazione di diversi europarlamentari che, con diversi interventi, hanno tutti espresso il proprio malcontento riguardo la situazione attuale in Medio Oriente.

Tra i primi interventi c’è stata Marta Lorenzo, Direttore dell’Ufficio di Rappresentanza UNRWA presso l’Unione Europea, mentre a chiudere il convegno in collegamento è stato Michele Santoro, Giornalista e conduttore televisivo, che nel 2004 è divenuto europarlamentare candidandosi nelle liste dell’Ulivo ma nel 2005 ha abbandonato la carica.

Sono state tante altre le figure a dire la propria riguardo l’atroce condizione di guerra che vede coinvolte Palestina ed Israele. Tutti erano accomunati da un forte disappunto nei confronti delle scelte della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Secondo l’onorevole Piernicola Pedicini si è mal rappresentati da Ursula von der Leyen. Per questo ha deciso di depositare una mozione di sfiducia nei suoi confronti per aver assunto una posizione palesemente di parte nel conflitto in Medio Oriente. La Presidente si è recata in Israele mostrando un appoggio incondizionato, nonostante ciò non sia previsto dal suo ruolo. Ha un ruolo esecutivo rispetto alla legislazione ordinaria e la politica estera non è una sua competenza.

On. Pedicini, Michele Santoro ha espresso il suo disappunto riguardo l’utilizzo della parola “genocidio”, lei è d’accordo con l’utilizzo di questo termine?

“È chiaro che in questo momento la parola genocidio espressa tecnicamente é la più vicina rispetto a quello che si sta realizzando. Però credo che soffermarsi su questa precisazione terminologica sia soltanto un modo per distogliere l’attenzione dai fatti. Qui ci sono i crimini di guerra, basta il fatto che sia sicuro che siano crimini di guerra per dover agire in maniera differente rispetto a quello che si sta facendo. Sono crimini di guerra e bisogna prendere le distanze da chiunque li stia commettendo, tanto Hamas, quanto Netanyahu. Bisogna togliere dall’equazione della vicenda Israele – Palestina / Israele – Hamas tanto, Netanyahu quanto Hamas. Che sia genocidio o meno, che sia semplicemente crimine di guerra, é abbastanza per togliere dall’equazione entrambi”.

É stata quindi mossa una mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, potrebbe elencarci i suoi punti salienti ?

“I punti salienti sono costituiti dal fatto che c’è una violazione dell’articolo 24 per il metodo con cui la Von der Leyen ha preso degli accordi e ha dato sostegno ad Israele. Come ho detto anche nel convegno di questa stasera, non è il suo ruolo, lei ha un ruolo esecutivo rispetto alla legislazione ordinaria, la politica estera non una è competenza del presidente della Commissione europea, ma é competenza dell’alto rappresentante degli affari esteri dell’Unione europea – quindi c’è una questione di metodo. Lei non può fare questo perché  questo crea delle crisi istituzionali nei confronti del resto del mondo. L’alto rappresentante ha espresso una posizione politica completamente diversa da quella delle Von der Leyer, la cosa più importante é che si è violato anche l’articolo 21 del trattato di funzionamento dell’Unione Europa – per cui la presidente della Commissione, tutti i funzionari e tutti i membri delle istituzioni europee debbono, per mandato, per quanto stabilito dalla nostra Costituzione, dal nostro Trattato, prendere le distanze da chi commette crimini di guerra. Qui torno alla domanda di prima, perché basta che siano crimini di guerra, non è che ci vuole il fatto che ci sia un genocidio per fare questo – basta che qualcuno che commetta dei crimini di guerra per dover prendere le distanze e per dover deferire presso una Corte penale internazionale, cosa che non ha fatto. Quindi noi vogliamo sollecitare gli altri parlamentari a perlomeno aprire un processo interno rispetto a questo”.

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