L’intervista a Piernicola Pedicini | Piano nazionale di ripresa e resilienza: “Le giovani donne sono condannate a essere le persone più svantaggiate nel mercato del lavoro dell’Unione Europea”

L’onorevole Piernicola Pedicini ha rilasciato un’intervista per Istituzioni24.it, nella quale ha affrontato il tema dell’inclusione giovanile nel mezzogiorno proposta dal piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il Pnrr è il programma con cui il governo intende gestire i fondi del Next generation UE, cioè lo strumento di ripresa e rilancio economico introdotto dall’Unione europea per risanare le perdite causate dalla pandemia.

La pandemia di Covid-19 ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Le prime chiusure locali sono state disposte a febbraio 2020, e a marzo l’Italia è stata il primo Paese dell’UE a dover imporre un lockdown generalizzato. Ad oggi risultano registrati quasi 120.000 decessi dovuti al Covid-19, che rendono l’Italia il Paese che ha subito la maggior perdita di vite nell’UE.

Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

Secondo molti politici italiani, scelte del Pnrr sono poco lungimiranti per il Mezzogiorno, lo stesso Piernicola Pedicini, europarlamentare del Gruppo Greens/EFA, sostiene che si siano perse le buone aspettative prefissate.

Come nel mezzogiorno il PNRR promuove l’inclusione giovanile?

“Male, perché il pnrrr é nato con ottimi auspici, ho pensato che per una volta l’Unione Europea stesse facendo delle cose nella giusta direzione, dato che la base legale sui cui è nato il Pnrr è la politica di coesione e di conseguenza le priorità orizzontali. Cioè quello che sottende a tutto il resto, o meglio che sta al di sopra. Avrete sicuramente sentito parlare delle 6 emissioni principali, che sono la transizione ecologica, la transizione digitale, quella industriale, quella energetica ecc … tutte quante hanno un obiettivo principale: lotta alla disuguaglianza di genere generazionale e territoriale. Questo significa che gli indicatori di aumento di riduzione della disoccupazione giovanile e sopratutto femminile nei territori più arretrati come il nostro avrebbero dovuto aumentare. Invece l’Italia ha preso questi soldi e ha tolto per la maggior parte di questo denaro il vincolo di territorialità: cioè se il 40%, che era già pochissimo del governo draghi, deve essere destinato a quei territori, con l’arrivo del nuovo governo, si è tolto anche quel 40%. Pensate che il 70% è maturato per la condizione in cui riversa il sud e invece non sono stati capaci di assorbire quel 70% non è stato imposto e hanno tolto addirittura il 40%. Al sud in questo momento, nelle aree interne del sud, i giovani, e le giovani donne in particolare sono condannate a essere le persone più svantaggiate nel mercato del lavoro dell’Unione Europea”.

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