Medio Oriente, Israele: “Aperta la strada Salah-al-Din al traffico civile palestinese per sei ore”

ph. ansa

La comunità internazionale osserva costantemente quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza, e sono molteplici e rapidissimi gli avvenimenti che si concatenano nel prosieguo del conflitto tra Israele e Palestina.

Nell’ultimo colpo mirato dell’esercito israeliano, Ibrahim Abu-Maghsib, capo dell’unità missili anti-tank della brigata centrale di Gaza, è stato eliminato in un preciso attacco aereo. Il portavoce militare ha dichiarato che Maghsib, nel corso della sua posizione, ha orchestrato diversi lanci di missili anti-tank diretti contro civili e soldati israeliani. La marina israeliana ha preso parte all’operazione, colpendo le postazioni di lancio di missili anti-tank utilizzate da Hamas per attaccare le truppe nella regione.

Israele oggi ha aperto la strada Salah-al-Din al traffico civile palestinese per sei ore, dalle 10 alle 16. In contrasto con i giorni precedenti, in cui il corridoio era aperto solo per quattro ore. Il portavoce delle forze di difesa, Avichay Adraee, ha riferito che circa 50.000 cittadini hanno già sfruttato questa opportunità per spostarsi verso il sud della Striscia e ha esortato la popolazione a muoversi verso sud, oltre Wadi Gaza, per garantire la propria sicurezza.

Il direttore dell’ufficio stampa del governo israeliano, Nitzan Chen, ha sollevato interrogativi presso Associated Press, Reuters, CNN e New York Times riguardo ai risultati inquietanti del rapporto Honest Reporting. Questo rapporto afferma che quattro fotografi impiegati da questi network hanno documentato atti violenti perpetrati dai terroristi di Hamas dopo la violazione della barriera di confine con Israele, definendo il loro coinvolgimento come oltrepassante ogni linea rossa, sia professionale che morale. Il governo israeliano sostiene che se i giornalisti erano a conoscenza del massacro e hanno fotografato i crimini, la loro condotta non differisce da quella dei terroristi, meritando una severa punizione. Benny Gantz, leader centrista, ha condiviso questa posizione, sottolineando la gravità dell’atto. Secondo Honest Reporting, non solo i miliziani di Hamas, ma anche fotogiornalisti locali a Gaza, impiegati da agenzie internazionali, hanno documentato le atrocità dell’assalto ai kibbutz israeliani il 7 ottobre.

L’ex capo degli 007 libanesi, il generale Abbas Ibrahim, si prepara a recarsi in Qatar per incontrare esponenti di Hamas al fine di negoziare la liberazione di un numero non specificato di ostaggi israeliani con nazionalità statunitense. Fonti della sicurezza libanese, vicine al generale Ibrahim, hanno confermato l’incontro imminente. Pur non avendo più un ruolo istituzionale formale, Ibrahim è da circa 15 anni il principale negoziatore in numerose trattative tra Paesi mediorientali e occidentali, mantenendo ottimi rapporti con gli Stati Uniti e l’Iran. Nel frattempo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato il mondo islamico ad aumentare la pressione su Israele, durante un colloquio con l’omologo iraniano Ebrahim Raisi a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione economica in corso a Tashkent, in Uzbekistan.

La situazione umanitaria è stata al centro delle discussioni tra i due leader, con il bilancio delle vittime salito a 10.812 dal 7 ottobre, secondo il ministero della Sanità di Hamas, con 4.412 bambini e 2.918 donne tra i morti.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un appello commovente durante una conferenza umanitaria a Parigi, sottolineando la tragica situazione che i civili a Gaza, compresi bambini e donne, stanno affrontando. Sebbene siano iniziati alcuni aiuti, Guterres ha evidenziato che risultano ancora insufficienti. Ha enfatizzato la necessità di interventi immediati, definendo la situazione come un “incubo umanitario senza fine”. Guterres ha invitato a un cessate il fuoco  immediato per portare sollievo alla popolazione colpita.

Il Papa ha nuovamente espresso preoccupazione per la tragedia in corso in Israele e Palestina. “siamo purtroppo testimoni di una tragedia che si consuma proprio nei luoghi in cui il Signore è vissuto -ha affermato durante un’udienza- in cui ci ha insegnato attraverso la sua umanità ad amare, a perdonare e a fare del bene a tutti. E invece li vediamo dilaniati da sofferenze tremende che colpiscono soprattutto tanti innocenti, tanti innocenti morti. Per questo sono spiritualmente unito a voi, che certamente vivete questo incontro della Consulta condividendo il grande dolore della Chiesa Madre di Gerusalemme e implorando il dono della pace”.

 

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