Campi Flegrei, Musumeci: “L’allerta resta gialla”. Istituita però un’ulteriore zona rossa per il rischio bradisismo

Ieri a Palazzo Chigi si è fatto il punto della situazione (abbastanza confusa diremmo noi) sulla questione Campi Flegrei.

In una Roma bagnata dalla pioggia, da ciò che era emerso almeno fino ad ora di pranzo sull’innalzamento dei rischi di bradisismo, di eruzione della caldera, ci si aspettava il passaggio immediato dall’allerta gialla a quella arancione.

Soprattutto dopo le parole del ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, che in mattinata, in commissione Ambiente della Camera, aveva ribadito la difficile e allarmante situazione. Senza dimenticare anche le dichiarazioni dell’Istituto Ingv e della commissione Grandi rischi che avevano parlato del tentativo di fuoriuscita del magma.

Nel primo pomeriggio a Roma sono arrivati i sette sindaci dell’Area flegrea capitanati da quello di Napoli, Gaetano Manfredi.

E, magicamente, si è verificato un colpo di scena: dopo quasi due ore di riunione nell’ufficio di Musumeci, con Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, Carlo Doglioni, presidente di Ingv ed Eugenio Coccia, capo della Grandi rischi, il ministro alle 17:30 si è presentato davanti alla stampa ribaltando la situazione.

“La commissione Grandi Rischi conferma di mantenere l’allerta gialla nella zona dei Campi Flegrei”.

“Dal 2019 il ritmo del sollevamento è più che raddoppiato”, e “Carlo Doglioni presidente di Ingv ci ricorda che il rischio vulcanico è imponderabile”, ci ha tenuto a precisare Musumeci. Tuttavia “attualmente il sollevamento dei suolo si è fermato e quindi si conferma in pieno l’allerta gialla”.

Poi con l’incalzare delle domande dei giornalisti è stato tirato in causa Doglioni, presidente di Ingv, il quale si è espresso chiarendo che “nell’ultima settimana si è registrato un rallentamento del sollevamento, certo è difficile pensare che non riprenda più avanti, ma per adesso non c’è alcuna evidenza di un problema di rischio eruttivo”.

Dunque certamente si è deciso di prendere in considerazione il dato dell’ultima settimana e quindi rimandare il cambio dello stato di allerta. E tutto quello che è accaduto fino ad ora? Come mai si è passati dal preludio di una catastrofe ad una sorta di allarme rientrato?

Novità della giornata di ieri, però, è stata l’istituzione di un’ ulteriore zona rossa che riguarda solamente il fenomeno del bradisismo.

Zona rossa che comprende Pozzuoli, Bacoli e i quartieri di Napoli come Bagnoli, Soccavo, Pianura e Posillipo. Questa zona riguarda 85 mila abitanti. E 15.000 edifici assolutamente da verificare e da mettere eventualmente in sicurezza.

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