Scampia alla prova del liceo Classico, la preside Marzocchella ci crede

La sfida, in sé, è molto allettante: portare gli studi classici fra le Vele di Scampia. O meglio, fra ciò che resta di queste abitazioni fatiscenti. Sembra un compito improbo, ma a perseguirlo, insieme al suo staff e ai docenti, è la prof.ssa Giuseppina Marzocchella, la dirigente scolastica del liceo Elsa Morante.

Il compito appare difficile perché la narrazione che va per la maggiore indica che, per queste zone di confine, occorra una scuola fatta di poca teoria e di molta pratica, per evitare abbandono e dispersione scolastici. «Nulla è impossibile, anche nei territori che sembrano essere difficili» afferma la preside. «Anzi, credo che il segreto e la forza di ogni gestione stia nella capacità di saper operare nelle difficoltà, cercando di portare fuori il meglio da ogni situazione, operando sul buono in ogni persona e in ogni contesto, facendo emergere quell’humus valoriale che spesso non viene apprezzato a causa di falsi pregiudizi e di ingiuste congetture». «Ho sempre creduto nelle capacità degli alunni di Scampia» e, più in generale, degli studenti delle periferie. A riprova di ciò, l’Istituto Comprensivo 64° Rodari-Moscati della vicina Miano ha cambiato volto quando Giuseppina Marzocchella ne è stata la dirigente. «Sono ragazzi e ragazze che hanno una marcia in più, che vedono la scuola come il trampolino di lancio, l’opportunità per poter riscattare se stessi e quell’idea sbagliata che purtroppo si portano su di sé, perché nati in contesti diversi».

Marzocchella è al Morante da quattro anni, un tempo sufficiente per poter affermare che questo Liceo, a Scampia, «ha assunto il ruolo di importante presidio di legalità, punto di riferimento e di orientamento non solo per i giovani del quartiere ma pure di ragazzi che arrivano da Napoli centro e dai paesi limitrofi» ci dice con un pizzico di orgoglio. «Per questi alunni, per le loro famiglie e anche per tanti docenti, la nostra scuola è diventata un luogo di forte inclusione, di socializzazione, di costante stimolo all’apprendimento, un continuo input a quel senso di impegno, di dovere etico e morale, imprescindibili per la crescita personale e sociale».
Il liceo Elsa Morante, quindi, non lascia indietro nessuno, soprattutto gli alunni e le alunne meritevoli, rendendo effettivo, così, lo spirito della nostra Carta costituzionale. «Abbiamo istituito il premio Eccellenza Scampia, borse di studio pensate con l’idea di valorizzare quegli studenti e quelle studentesse che, nonostante le difficoltà legate al contesto, riescono a raggiungere un elevato profitto scolastico, con costanza e perseveranza».

Non solo provvidenze, però, a chi studia. Il senso dell’impegno della preside Marzocchella è quello di dare agli iscritti un curriculum formativo che guardi al territorio, in modo tale che esso entri, con la sua varietà, all’interno della scuola, mentre quest’ultima faccia uscire giovani competenti senza la necessità di dover lasciare la propria città per poter lavorare o proseguire negli studi.
«Sì, l’offerta formativa è stata ripensata e rimodulata in relazione al luogo in cui la scuola è insediata.  Contestualizzarla è stata una delle mie prime strategie gestionali, proprio per essere coerenti con quanto veniva chiesto dal territorio e con quanto questi proponesse in termini di risorse. Mettere insieme domanda territoriale e offerta istituzionale significa effettuare una politica di decentramento di governance attiva e migliorativa per un territorio, determinando la qualità della vita in ogni senso» ragiona con noi Giuseppina Marzocchella. «La scuola deve aprirsi al posto su cui insiste, deve stringere delle alleanze sociali, deve fare tesoro di quelle che sono le opportunità territoriali, sia esse logistiche che istituzionali, proprio per rendere l’Istituzione operativa nella comunità».
In proposito, per esempio, «la curvatura biomedica dell’indirizzo scientifico è stata pensata per mettere in connessione la facoltà di scienze infermieristiche, aperta a Scampia, con i nostri diplomandi, affinché questi ricevano l’opportunità di proseguire negli studi qui, nei propri luoghi d’origine, evitando la fuga all’estero o nelle altre città del Nord Italia».

Con l’intento di lasciare sul territorio le risorse umane formate qui nella scuola, che ha la sede centrale nel rione Monterosa e la sede succursale in viale della Resistenza, il liceo Elsa Morante ha sugellato importanti intese con polizia e forze militari, con dipartimenti universitari e con presìdi sanitari locali.
La rete creata non ha soltanto un fine didattico, ma anche di orientamento in uscita, perché, se da un lato, arricchisce i contenuti insegnati in classe con momenti di confronto e pratici con questi attori, dall’altro, consente agli studenti di ipotizzare il proprio futuro lavorativo già dopo il conseguimento del diploma.

Restare nei luoghi di origine, tuttavia, non vuol dire non conoscere ciò che accade nel resto del mondo. Avere una mentalità glocale è indispensabile per accrescere le proprie qualità umane e per essere attraenti nei confronti delle organizzazioni produttive, al fine di portare un contributo aggiornato in esse. Perciò, l’aspetto internazionale dell’offerta formativa del liceo Morante, come ci riassume la dirigente scolastica da noi intervistata, «riguarda diverse tipologie di attività formative, che vanno dall’Erasmus al PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, n.d.r.), fino ai gemellaggi con le scuole straniere allo scopo di condividere in termini di apprendimento e opportunità sia programmi di intercultura sia di inclusione e di best pratices».

Quando l’intervista sta volgendo al termine, pensiamo che la professoressa Marzocchella possa dirci qualcosa in più del perché del suo impegno così vulcanico, del suo essere dinamica invece che una burocrate chiusa nella sua stanza. Glielo chiediamo con la promessa che la nostra chiacchierata si concluderà con un ultimo accenno alla scuola che dirige, dicendoci i tre motivi per i quali un adolescente dovrebbe iscriversi al liceo Elsa Morante.
«L’amore per i giovani, la passione per l’educazione e per la formazione, l’interesse per il benessere psicofisico della persona, uniti al dovere di adempiere al mio compito istituzionale, genera in me il continuo desiderio di spronare questi ragazzi e queste ragazze a credere nella forza dell’istruzione, nell’importanza della scuola come punto di partenza nella realizzazione dei propri sogni e di ciò che vogliono fare nella loro vita. È una continua sfida per mettermi e mettere in gioco ogni giorno le aspettative e la voglia di affrontare la vita con le sue difficoltà e le sue soddisfazioni» ci confessa.
Quanto ai tre motivi di andare a studiare al Morante, dichiara: «Il primo motivo è il livello di inclusione che offriamo agli studenti e alle famiglie. I ragazzi sono seguiti fin dal primo anno con grande attenzione, sono presi in carico e seguiti sia a livello educativo e formativo che psicofisico, al punto che sono attivi percorsi con psicologi, medici, nutrizionisti, assistenti sociali. Il secondo motivo è il successo formativo garantito a tutti gli alunni, a prescindere dal livello di partenza. Da noi, gli alunni e le alunne scoprono le loro reali vocazioni, le loro attitudini e imparano soprattutto ad essere persone responsabili e con un forte senso del dovere. Imparano a capire che senza la scuola sei fuori dal mondo, che l’istruzione e la formazione sono fondamentali per divenire ciò vorresti essere. Il terzo – ultimo ma non meno importante – è che gli studenti, qui, sono guidati con forte spirito di professionalità, con passione, seguendo valori etici e deontologici importanti oggi più che mai, per restituire alla scuola e all’insegnamento il suo fondamentale ruolo di matrice dell’umanità».

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