Scavi di Pompei, ritrovati due scheletri vittime del Vesuvio nel 79 d.C.

A Pompei, nell’area della domus dei Casti Amanti, sono stati ritrovati due nuovi scheletri. Si tratta di vittime dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C.

Sono stati rinvenuti durante il cantiere di messa in sicurezza, rifacimento delle coperture e riprofilatura dei fronti di scavo dell’Insula dei Casti Amanti.

Nello specifico i due scheletri sono stati ritrovati sotto un muro crollato, tra la fase finale di sedimentazione dei lapilli e l’arrivo delle piroclastiche, che poi hanno definitivamente sepolto Pompei. Entrambi rinvenuti adagiati su di un lato, in un ambiente di servizio al tempo in disuso a causa, si pensa, di interventi di riparazione o ristrutturazione in corso.

La scoperta ha generato grande entusiasmo, tanto che non è tardato ad arrivare anche un commento da parte del ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano: “Il ritrovamento dei resti di due pompeiani avvenuto nel contesto del cantiere in opera nell’Insula dei Casti Amanti dimostra quanto ancora vi sia da scoprire riguardo la terribile eruzione del 79 d.C. e conferma l’opportunità di proseguire nelle attività scientifiche di indagine e di scavo. Pompei è un immenso laboratorio archeologico che negli ultimi anni ha ripreso vigore, stupendo il mondo con le continue scoperte portate alla luce e manifestando l’eccellenza italiana in questo settore”, ha detto il ministro

Ricordiamo, inoltre, che sono state rese pubbliche anche le prime analisi antropologiche da parte dell’E-journal degli scavi di Pompei, dalle quali è emerso che si tratterebbe di due individui di sesso maschile, di età stimata intorno ai 55 anni, morti probabilmente per traumi multipli causati dal crollo di parti dell’edificio.

Nella fase di rimozione delle vertebre cervicali e del cranio di uno dei due scheletri sono emerse tracce di materiale organico, verosimilmente un involto di stoffa. All’interno sono state trovate, oltre a cinque elementi in pasta vitrea identificabili come vaghi di collana, sei monete. Due denari in argento: un denario repubblicano, databile alla metà del II secolo avanti Cristo, e un altro denario, più recente, da riferire alle produzioni di Vespasiano. Le restanti monete in bronzo (due sesterzi, un asse e un quadrante), erano di recente conio, sempre durante il principato di Vespasiano. 

Dopo quanto appreso sembrerebbe chiaro che durante l’eruzione non furono solo i crolli associati all’accumulo dei lapilli o l’impatto delle correnti piroclastiche a provocare la morte degli abitanti dell’antica Pompei, ma anche il terremoto concomitante, come gli scavi degli ultimi decenni, così come questa recente scoperta, stanno sempre più testimoniando.

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