Riapre il Teatro San Carlo di Napoli

Ph Ansa

Terminati i lavori di restauro del Teatro San Carlo di Napoli.

“Oggi è un giorno di grande orgoglio per noi”, il primo a prendere parola alla conferenza stampa per la riapertura del Teatro di San Carlo è stato il sovrintendente del teatro, Stéphane Lissner.

Ricordiamo che i lavori sono iniziati il 2 gennaio scorso e sono terminati il 31 marzo. I lavori hanno interessato oltre al palco reale, l’intera sala e il soffitto con la tela del Cammarano, riportando alla luce l’azzurro borbonico delle origini. In alcuni punti all’interno del palco reale gli interventi hanno svelato gli antichi colori al di sotto del rosso e dell’oro, in porzioni celesti che resteranno visibili in modo da poter essere mostrati al pubblico.

Tutto pronto per il 6 aprile prossimo, per il concerto del soprano Pretty Yende, che sarà accompagnata al pianoforte da Michele D’Elia. La Yende si esibirà nel Massimo napoletano esattamente un mese prima della sua partecipazione alla cerimonia di incoronazione di Re Carlo III e della regina consorte Camilla, che si terrà sabato 6 maggio 2023 nell’Abbazia di Westminster a Londra.

A finanziare i lavori, con 10 milioni di euro, è stato l’ex Ministro della cultura, Dario Franceschini.

Durante la conferenza sono intervenuti, oltre al sovrintendente del teatro, Stéphane Lissner, sono intervenuti il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’attuale ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, la direttrice del segretariato regionale del ministero in Campania, Teresa Elena Cinquantaquattro e la responsabile del cantiere aperto al Massimo napoletano, Almerinda Padricelli.

“In questi tre mesi è stato svolto un lavoro straordinario”, ha detto sempre Lissner, “rispettando i tempi. Abbiamo avuto un’ottima risposta al teatro Politeama, non era scontato né per pubblico né per artisti.

Ho letto dichiarazioni del ministro Sangiuliano sul nostro teatro, che non avrebbe raggiunto il livello di eccellenza che merita. Queste dichiarazioni mi rattristano, perché abbiamo portato artisti di spessore internazionale che qui non sono mai mancati. Quindi chiedo al ministro di darci consigli specifici e costruttivi su quali aree migliorare”.

Non tarda ad arrivare la risposta del ministro, dopo un minuto di raccoglimento in memoria di Paolo Isotta: “La prima volta che sono entrato qui era il 1978. Conosco il valore di questo teatro, la sua importanza per la storia di questa città. Il San Carlo è uno dei diamanti di Napoli. Questo teatro, caro sovrintendente, non so se ha mai letto ‘l’Italia finisce, ecco quel che resta’ di Prezzolini. Dobbiamo rincorrere il nostro passato, la storia è sempre un fatto contemporaneo. Faccio i complimenti al direttore La Rocca e a tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto. Il ministero della cultura non è solo un Portafogli, ma deve avere un suo immaginario italiano da proiettare nel mondo. Abbiamo un grande lascito ereditario che ci viene dalla storia, che dobbiamo coltivare. Non bisogna prendersela se si chiede di alzare sempre l’asticella. Bisogna avere la capacità di sviluppare e accrescere tutto ciò. Ringrazio il sovrintendente per portare al San Carlo Bono degli U2, una figura che questo teatro accoglie come Conte a La Scala”.

“In Italia spesso i lavori iniziano e non finiscono”, queste le prime parole del sindaco Manfredi dopo il botta e risposta tra sovrintendente e ministro.

“Qui, il fatto che i lavori siano finiti in tempo è motivo di grande soddisfazione. I lavori realizzati sono fondamentali per quello che sarà il futuro del teatro. Noi ne apprezzeremo la parte estetica, ma ve ne sono altri – invisibili, come il rifacimento degli impianti – forse ancora più importanti, per motivi di comfort e risparmio energetico significativi. Il teatro è un organismo bellissimo quanto fragile, che necessita continui interventi di restauro per conservare la sua tradizione, stando al passo con i tempi. Questo periodo di sospensione delle attività è stato importante, al Politeama c’è stato un riscontro molto positivo del pubblico. Ciò vuol dire che questo esperimento potrebbe essere ripetuto in futuro. I lavori hanno interessato anche luoghi complementari alle attività del San Carlo. Dietro tutto ciò c’è la competenza e la professionalità di tanti lavoratori. Questo è un passo importante per avere un San Carlo a livelli qualitativamente sempre più alti”.

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