Sanità, De Luca: “Aboliamo il numero chiuso a medicina, difendiamo la Sanità pubblica”

“Abbiamo ancora il numero chiuso mentre oltre 10mila ragazzi vanno a laurearsi all’estero perché non hanno superato i quiz (spesso con domande assurde!) e nei nostri pronto soccorso mancano i medici. Assurdo!”, è quanto affermato dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca quest’oggi nel suo discorso a Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, dopo una manifestazione per la consegna di nuovi treni dedicati al trasporto pubblico. Parlando della sanità pubblica è stato inevitabile toccare un’argomento che da anni è sulla bocca di tutti, ossia il numero chiuso alla facoltà di medicina che comporta, secondo il Presidente della Regione, importanti carenze nel nostro sistema sanitario.

“È chiaro che se aboliamo il numero chiuso oggi, i primi risultati li avremo fra sei anni, ma almeno cominciamo a muoverci. Diamo (subito) incentivi per i medici dei pronto soccorso. Evitiamo che se ne vadano all’estero o se ne vadano a lavorare nel comparto privato dove sono pagati meglio”, ha poi proseguito De Luca, toccando un’ulteriore nota dolente, gli stipendi del personale sanitario, bassi rispetto a determinati settori del privato ed anche a quelli di altri Paesi.

La sanità pubblica dev’essere difesa, perché è quella che serve alla povera gente. Chi non può permettersi le cliniche private, dev’essere assistito dalla sanità pubblica, soprattutto gli anziani”, conclude De Luca, nel tentativo di difendere il sacrosanto diritto alla salute e alle cure gratuite, come ci insegna, tra l’altro, l’articolo 32 della nostra Costituzione.

 

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