Mihajlović e Vialli, Mandato: «Questo è un periodo davvero dannato per il calcio»

Tommaso Mandato, ex procuratore sportivo, quando lo abbiamo contattato, non ha usato mezzi termini per commentare le morti premature di Siniša Mihajlović e di Gianluca Vialli: «Questo è un periodo davvero dannato per il calcio: le perdite recenti di Mihajlovic e di Vialli, intervallate dal mitico Pelé, hanno notevolmente impoverito il mondo che gira intorno a questa disciplina sportiva. Siniša e Gianluca sono stati due esempi per tutti noi: combattenti sia in campo, quando giocavano, sia fuori dal campo, quando, dimostrando tanta forza, hanno dovuto affrontare le malattie che li hanno colpiti».

Mihajlović e Vialli hanno lasciato la vita terrena a ventuno giorni di distanza l’uno dall’altro: il primo, a Roma, il 16 Dicembre dell’anno appena concluso, il secondo, ieri, in una clinica di Londra.
All’ex terzino serbo, nel 2019, avevano diagnosticato una leucemia mieloide acuta, che, nonostante dei cicli di chemioterapia e un trapianto di midollo osseo, è ritornata nella primavera scorsa: «Questa malattia è molto coraggiosa nel tornare ad affrontare un avversario come me, ma sono pronto a darle un’altra lezione» aveva dichiarato Siniša Mihajlović alla stampa.
Due anni prima, invece, l’ex attaccante della Juventus e della Sampdoria, nonché della Nazionale, aveva ricevuto la diagnosi di tumore al pancreas, una delle neoplasie più letali, la cui mortalità dovrebbe, addirittura, aumentare nei prossimi anni. «Tutto è successo in maniera improvvisa. Ho affrontato questa malattia con lo stesso spirito che avevo da calciatore, questo mi ha aiutato molto» aveva detto qualche anno fa Gianluca Vialli, parlando della propria malattia.

La schiettezza dell’intervista che abbiamo fatto a Mandato si è notata, in particolar modo, nella risposta che ci ha dato quando gli abbiamo chiesto: «Nel suo libro autobiografico, che anche il nostro giornale ha recensito, fa una distinzione tra pallone e calcio, abbinando, il primo a passione e gioia, il secondo a denaro e potere. Crede che i ritmi e le richieste del calcio, fin dagli anni Novanta, abbiano influenzato, e continuino a farlo, il benessere psicofisico degli atleti, del management e dello staff tecnico?».
«La distinzione tra calcio e pallone, con il passare degli anni, si fa sempre più ampia ed il cosiddetto risultato positivo resta l’obiettivo primario da raggiungere per qualsiasi club sportivo. Con risultato positivo intendo la vittoria a tutti i costi, non solo sul campo, ma anche come raggiungimento di corposi profitti finanziari».
«Questo vortice non consente scrupoli» prosegue nel suo ragionamento. «Quindi, può pure scatenare azioni potenzialmente dannose per il singolo atleta che oramai viene considerato come un semplice numero e non come un essere umano. Il mio augurio, anche se difficilmente realizzabile, è quello che si riducano i ritmi, magari con meno impegni, ma so [e qui c’è il chiaro scoramento di Mandato, n.d.r.] che il business dello spettacolo non si può più fermare».

Pur nutrendo poche speranze su un ripensamento generale del mondo del calcio, l’avvocato Mandato non intende affatto scoraggiare l’iscrizione di un giovane ad una scuola calcio: «Anche se, più volte, ho denunciato gli aspetti negativi che attanagliano lo sport di base, non impedirei mai ad un adolescente di entrare a far parte di una scuola calcio. Inviterei, al massimo, lui e i suoi genitori ad essere molto attenti nelle scelte, evitando di cedere alle lusinghe di pseudo-operatori che gravitano, sempre più numerosi, in questa che definisco oramai la giungla del calcio giovanile».

Un’ultima battuta – forse più di una -, avvalendoci della sua conoscenza del calcio, l’abbiamo chiesta sul Napoli e sulle chance di vittoria dello scudetto. «Per tutto quello che è successo in questa stagione, è un campionato anomalo. Io resto molto fiducioso per il Napoli, nonostante la prima sconfitta subita a Milano. Gli azzurri hanno ancora un consistente vantaggio nei confronti delle inseguitrici, che non possono assolutamente sbagliare una mossa».
«Il Napoli sembra un po’ imballato. Credo che il motivo vada ricercato nella dura preparazione fisica sostenuta fino ad oggi, pensata, però, per poter essere lucidi e pronti fino al termine della stagione. Sampdoria fuori e Juventus in casa consolideranno il primato in classifica».

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