Manovra 2023: tetto al contante a 30 euro, ma le opposizioni attaccano la maggioranza sui reati fiscali

Mancano 16 giorni allo scoccare delle lancette che sanciranno il punto di non ritorno. La legge di bilancio dovrà essere approvata dai due rami del Parlamento nel medesimo testo entro il 31 dicembre 2022. Con l’obiettivo di scongiurare l’esercizio provvisorio di bilancio previsto dall’art. 81 della Costituzione, la maggioranza dovrà trovare una sintesi sulla manovra entro Capodanno.

A tenere banco in queste ore è stata la guerriglia scatenata in Commissione bilancio alla Camera dalle opposizioni in seguito ad alcune dichiarazioni del viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto. Il nocciolo della questione verte sulla possibilità che alle norme sulla pace fiscale da introdurre nella manovra, si accompagni una sorta di causa estintiva per condotta riparatoria per “i reati formali”. In sostanza, si vorrebbe inserire nella legge di bilancio la previsione per cui chi salda il conto con il fisco possa vedere estinti i reati formali come l’omessa dichiarazione, pagando una sanzione e senza che però vi sia la possibilità di includere le frodi. L’ex sottosegretario alla giustizia nel governo Draghi infatti precisa che “sarebbero escluse forme di reati come le false fatturazioni o l’utilizzazione di fatture inesistenti. Ma si valuta ad esempio, la possibilità di considerare reati come l’omessa dichiarazione o anche la dichiarazione infedele”.

Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. La deputata del M5S, Carla Giuliano, ha stigmatizzato la scelta anche in considerazione del fatto che, come ha riferito ai microfoni della stampa, “il governo metterà la fiducia sia alla Camera che al Senato, esautorando il Parlamento”. I componenti del M5S in commissione bilancio alla camera hanno scritto una nota in cui sono stati molto duri nei confronti del governo. “Il governo chiarisca immediatamente cosa sta cercando di annacquare all’interno della Legge di bilancio. Dopo la mostruosità della norma sull’aumento del tetto al contante, per giunta nel momento del Qatar-gate, sembra aggiungersi un altro, esiziale capitolo. Per noi è semplicemente inaccettabile ogni colpo di spugna su ipotesi di false fatturazioni, fatture inesistenti, omessa dichiarazione o dichiarazione infedele. In commissione Bilancio stiamo assistendo a una prosecuzione lavori a dir poco lunare, con esponenti del governo che minimizzano dichiarazioni ufficiali dei loro stessi colleghi. Siamo alla farsa”. Il riferimento è ovviamente diretto al sottosegretario al ministero dell’economia e delle finanze, Federico Freni, che in commissione aveva fatto spallucce sulla questione, derubricandola a mera “agenzia di stampa senza valore”.

Proprio in riferimento alla su citata questione del tetto al contante è intervenuto il relatore della manovra, nonché capogruppo di Forza Italia alla Camera e membro della V Commissione bilancio, Roberto Pella. Dopo il giudizio positivo della Commissione Ue sulla manovra e i rilievi di Bruxelles sulla legge di bilancio, il governo studia l’ipotesi di abbassare a 30 euro la soglia per l’utilizzo del Point of sell. Il deputato forzista ha spiegato che “l’abbassamento della soglia a 30 euro per l’utilizzo del Pos è un’ipotesi allo studio, la stessa presidente Giorgia Meloni aveva parlato a noi relatori e ai capigruppo, di questa trattativa che lei stessa ha portato avanti con l’Europa, la possibilità di scendere ci è stata richiesta”.

Dunque, se lo chiede l’Europa, bisogna mettersi in riga. A maggior ragione dopo che la Commissione Ue, citando le parole del Presidente del Consiglio, ha giudicato “molto seria” la manovra italiana.

Intanto, torna al centro del dibattito la questione Reddito di Cittadinanza. Proprio dalle dichiarazioni del relatore della manovra si è desunta la possibilità di una riduzione a 7 mesi del Reddito, invece degli 8 inizialmente ipotizzati, manovra che consentirebbe di liberare altri 200 milioni da aggiungere alla dote per le modifiche.

Sul versante del Super-bonus, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che ci sarà una proroga. L’intervento sul tanto discusso tema “confluirà probabilmente nella legge di bilancio”. Il senatore leghista spiega che si tratta di “un problema di tempi di conversione di questo decreto-legge; se il decreto sfora e l’approvazione definitiva va nel 2023 forse è meglio per tutti che sia in manovra”. Sullo sblocco dei crediti ha poi aggiunto che “resta la proposta del governo, intenta ad estende da due a tre le cessioni a soggetti qualificati, prevedendo l’intervento di Sace a garanzia della liquidità delle imprese, mentre l’intervento di Cassa depositi e prestiti non è contemplato in alcuna norma”. Per ciò che concerne la Comunicazione inizio lavori asseverata Super-bonus (Cilas) ci sarà una proroga dei termini per presentarla al 31 dicembre, ma solo con le delibere condominiali bloccate all’11 novembre.

Dal canto suo, il segretario della commissione Agricoltura a Montecitorio, Raffaele Nevi, pone l’accento sul tema delle risorse da erogare a favore della ristorazione collettiva. “È assolutamente urgente la revisione dei prezzi per il settore servizi. La ristorazione collettiva, strategica per le mense scolastiche, ospedaliere e anche per la filiera agroalimentare, sta vivendo un momento molto difficile a causa dell’inflazione e occorre mettere in campo immediati aiuti prima che per molte aziende sia troppo tardi”. Così in una nota il deputato di Forza Italia.

Sulla scia delle pressioni della Cisl sulla maggioranza, crescono le probabilità di un inserimento in manovra della misura di allentamento della stretta sulle rivalutazioni delle pensioni, alzando la soglia degli assegni indicizzati al 100% da 4 a 5 volte il minimo.

Anche il via libera all’innalzamento delle pensioni minime a 600 euro per gli ultrasettantenni, fortemente voluto da Forza Italia, sembra essere a portata di mano.

Infine, potrebbe trovare dimora all’interno della legge di bilancio, un fondo utile ad ammorbidire l’onere degli affitti per gli studenti fuori sede con famiglie che presentano un Isee non superiore a 20mila euro.

Sempre a sostegno delle famiglie è stato proposto l’adeguamento dell’assegno unico all’inflazione.

Il tempo stringe, Natale è alle porte e la maggioranza ha bisogno di serrare le fila per approvare la manovra.

Saranno giorni di duro lavoro nelle Aule parlamentari.

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