È morto Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno e segretario della Lega


È morto a 67 anni l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni a causa di una grave malattia contro cui lottava da tempo. Maroni, secondo quanto è stato reso noto, è morto nella notte in casa nel Varesotto, la sua dimora negli ultimi mesi.

La famiglia ha annunciato così la sua morte: “Questa notte alle 4 il nostro caro Bobo ci ha lasciato. A chi gli chiedeva come stava, anche negli ultimi istanti, ha sempre risposto ‘bene’. Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”.

Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina (Emily Dickinson). Ciao Bobo”.

Roberto Maroni è stato uno storico esponente della Lega Nord. L’incontro con Umberto Bossi nel 1979 cambiò infatti la sua vita e da simpatizzante di Democrazia Proletaria divenne “la mamma”, come egli stesso si definiva, di un nuovo movimento di cui il senatur era il padre. Deputato nel 1992 con altri 80 leghisti che per la prima volta arrivarono in Parlamento e poi tre volte ministro sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, prima di tornare in Lombardia per prendere il posto di governatore della Regione, dopo il lungo regno di Roberto Formigoni. Quasi 30 anni nelle istituzioni, quasi 40 nella Lega che ha fondato e guidato al termine del periodo più difficile con Umberto Bossi, circondato da un ‘cerchio magico’ che portò la Lega a rispondere in tribunale di tutte le accuse che la stessa Lega aveva rivolto agli altri partiti.

Inoltre, a capo della rivolta dei militanti ci fu proprio Maroni, colpito dal divieto di rappresentare la Lega in qualsiasi manifestazione ufficiale, fino a quando lo stesso Bossi comprese che era davvero arrivato il momento di fare pulizia partecipando lui stesso alla celebre serata delle scope di Bergamo nel 2012, che segnò il passaggio di consegne tra i due. Per chiudere, poi, la sua carriera nelle istituzioni come presidente della Regione Lombardia dal 2013 al 2018.   Aveva annunciato la sua candidatura per diventare sindaco di Varese ma la malattia lo ha costretto a rinunciare un anno fa, nel 2021, quando si è ritirato dalla politica attiva.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto di essere “profondamente colpita dalla notizia della scomparsa di Roberto Maroni. Un amico, un politico intelligente e capace che ha servito le Istituzioni con buonsenso e concretezza. Il Governo esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile”.

“Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre. Buon vento Roberto“, ha invece scritto sui social il leader della Lega Matteo Salvini. Quest’ultimo ha poi ricordato Maroni anche durante la conferenza stampa sulla manovra economica, dicendo: “Parto dal ricordo di Roberto, i cui funerali saranno venerdì mattina a Varese. Per me e per tutta la Lega cambia l’agenda e la scaletta delle priorità: tutta la comunità leghista sarò fisicamente o idealmente venerdì mattina a Varese”.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha invece espresso su Twitter la propria vicinanza: “Roberto Maroni è stato un protagonista della politica italiana. Ha ricoperto con grande senso dello Stato incarichi molto importanti. Difendendo sempre con coraggio le sue idee. Prego per la sua famiglia in questo momento di dolore. Riposi in pace”.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lo ha ricordato come “Un amico. Una persona perbene. Un uomo che ha portato buonsenso, concretezza e moderazione nelle Istituzioni. Da Parlamentare, da Ministro, da Presidente di Regione. Esce a testa alta dalla vita. Che la terra ti sia lieve Roberto Maroni”.

Anche Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha affermato di essere “sinceramente vicino ai familiari di Roberto Maroni e alla Lega, in cui egli ha militato. Ne ho apprezzato, in particolare nel periodo in cui è stato ministro dell’Interno, la grande efficacia operativa, che ha portato a risultati fuori dal comune nel contrasto alla criminalità di ogni tipo, insieme con la predilezione per il gioco di squadra e la grande giovialità. Che il Signore lo accolga fra le sue braccia”.

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