Elezioni, Giorgia Meloni chiude a Napoli: natalità, energia e PNRR i temi dell’incontro

Giorgia Meloni chiude a Napoli il tour elettorale. Tappe prescelte: l’Arenile di Bagnoli e piazza dei Martiri, presso la sede dell’Unione industriali. Due luoghi emblematici, oggi pullulanti di presenze, che hanno visto la leader di Fratelli d’Italia impegnata in un comizio di forte impatto civico.

Sulla natalità, rivolgendosi ai convenuti all’incontro presso Palazzo Partanna, la Meloni ha affermato: “Non è un tema ideologico ma economico: 400mila nati in un anno non rappresentano l’inverno demografico ma la glaciazione. Di questo passo, tra 20-30 anni il sistema di welfare non tiene, perché ci sono sempre più persone da mantenere e sempre meno persone che lavorano”.

Sul tema energetico ha aggiunto che il problema non si risolve ricorrendo ancora ai soldi di Stato: “Non pensiamo che possiamo risolvere il problema dell’energia semplicemente continuando a mettere soldi dello Stato, perché non ne usciamo mai. La battaglia va vinta a un altro livello, per questo abbiamo sostenuto anche dall’opposizione queste battaglie a livello europeo, che siamo pronti a continuare a fare qualora dovessimo andare al governo”.

Attenzione anche nei confronti di uno dei temi più rilevanti di questa campagna elettorale: in riferimento al Pnrr, la Meloni ribadisce la sua convinzione che uno strumento non debba costituire un totem ideologico : “A me dà molto fastidio – ha, infatti, argomentato – quando gli strumenti diventano un totem ideologico. Gli strumenti sono strumenti e si valuta la loro utilità, si valutano i pro e i contro e si decide”. “L’Italia è indietro sulla spesa […] mancano i progetti per il circa il 70%”, ha quindi sopraggiunto, ricordando la necessità di un adeguamento dei prezzi all’aumento del costo delle materie prime, altrimenti si corre il rischio che le gare vadano deserte perché, ha infine ricordato: “Il Pnrr è stato scritto prima della guerra in Ucraina; c’è scritto che i piani delle singole nazioni possono essere adeguati; e oggi la situazione non è quella di quando il Pnrr è stato scritto”.

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