Premio Pio La Torre. Riconoscimento al giornalista Mimmo Rubio e al Comandante Biagio Chiariello

Arzano. In occasione del 40° anniversario dell’approvazione della storica legge “Rognoni-La Torre” che introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali, la Cgil e Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno organizzato una cerimonia di conferimento di uno speciale “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre” a sindacalisti, amministratori pubblici e giornalisti che, con il loro operato, si sono particolarmente distinti nel promuovere azioni di legalità.

Quest’anno il premio è stato conferito al giornalista Mimmo Rubio e al Comandante della Polizia Locale di Arzano, Biagio Chiariello.

La giuria presieduta dall’On. Rosy Bindi, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e composta da Stefania Pellegrini, direttore del Master in “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie” dell’Università di Bologna, da Marco Omizzolo, sociologo, giornalista e autore di saggi e inchieste, dal giornalista Paolo Borrometi e da un rappresentante per ogni associazione, ha ritenuto il curriculum del giornalista Mimmo Rubio  e del  Comandante Chiariello, degno di questo riconoscimento.

Infatti sia Rubio che Chiariello, nel rispetto dei ruoli e delle proprie competenze, per diverso tempo si sono occupati del “malaffare” e degli abusi che per anni si sono registrati nel territorio comunale di Arzano. Questo lavoro di “informazione” e di “pulizia” del territorio anche per la presenza ingombrante di clan e politici collusi, ha causato tantissimi danni e perfino minacce di morte ad entrambi, tanto che le Istituzioni: magistratura, prefettura e forze di polizia, hanno dovuto predisporre un piano di protezione a tutela sia del comandante che del giornalista. Entrambi, infatti, vivono sotto scorta.

Il conferimento di questo riconoscimento, come anticipato, punta a valorizzare personalità istituzionali e non solo (sindacalisti, giornalisti, amministratori pubblici) che si battono con passione, coraggio e competenza contro l’illegalità, sostenendoli e supportandoli nel loro operato.

Il premio è stato ritirato a Bologna, presso l’Università “Alma Mater Studiorum”, dove erano presenti, tra gli altri, Franco La Torre, figlio di Pio La Torre,  l’On. Rosy Bindi, Presidente della giuria, Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Mattia Motta, Segretario generale aggiunto FNSI e Giuseppe Massafra, Segretario nazionale CGIL. La manifestazione è stata presieduta da Stefania Pellegrini, Direttore del Master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie” dell’Università di Bologna e membro della giuria.

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