Elezioni, guerra tra Russia e Ucraina motivo di scontro tra Lega e Pd. Salvini: “La collocazione internazionale dell’Italia non si cambia”

La campagna elettorale è entrata nel vivo. Manca un mese al voto e gli animi dei vari leader politici sono sempre più tesi. Tutto diventa motivo di confronto/scontro. E spunto per accaparrarsi possibili voti.

L’ultima diatriba? La guerra tra Russia e Ucraina. O meglio le ingerenze russe sul voto italiano, e in particolare i rapporti tra il centrodestra e Mosca. Fantasia o verità?

Fintanto Mario Draghi continua a ribadire il sostegno incondizionato al popolo ucraino e al suo voler continuare a combattere.

“L’Italia sostiene senza tentennamenti questa iniziativa e l’Ucraina. L’Italia ha sempre condannato l’occupazione della Crimea e siamo preoccupati per il peggioramento dei diritti umani nella penisola e per le ingiustizie verso la comunità tatara: la lotta per la Crimea è parte della lotta per liberare l’Ucraina”.

Ma tra la Lega e il Pd è scontro acceso sulla questione (inevitabile). Salvini al meeting di Cl ha dichiarato: “L’avanzo commerciale della Russia è di 70 miliardi di dollari: per la prima volta nella storia il sanzionato ci guadagna. Non vorrei che le sanzioni stiano alimentando la guerra. Spero che a Bruxelles stiano facendo una riflessione”.

Non si è fatta attendere la dura replica di Letta: “Le sanzioni sono una scelta europea. La cosa peggiore che si possa fare è dare segnali di cedimento a Putin: su questo l’Italia deve essere molto netta, mantenere le sue alleanze, e non cambiare linea. Farlo vorrebbe dire darla vinta a Putin che sta ricattando l’Italia e la Ue. Al ricatto non si risponde con il cedimento”.

Insomma, sanzioni sì o sanzioni no? Quanto sono utili al fine di porre fine al conflitto? Domande lecite che continuano a restar sospese.

La Lega intanto fa fronte comune, rispondendo al leader dem con le loro argomentazioni migliori, nonché cavalli di battaglia, fisco e pensioni.

“Letta non ha argomenti per parlare agli italiani, sceglie gente che minaccia di morte il prossimo, candida gente che odia Israele e rimpiange l’Unione Sovietica, parla solo di russi o fascisti. Noi rispondiamo con Flat Tax e Quota41”.

E sulla questione Russia-Ucraina: “Sull’Ucraina la Lega farà quello che gli altri Paesi democratici ed occidentali fanno. Comunque vadano le elezioni la collocazione internazionale dell’Italia non si cambia”, ha ribadito senza troppi giri di parole il leader del Carroccio.

Preoccupazioni su più fronti. Anche Luigi Di Maio si schiera a favore e in difesa di Kiev.

“Dobbiamo sostenere gli ucraini altrimenti i prossimi saremo noi. Il sostegno all’Ucraina è il sostegno a tutti noi” ed è in “difesa dei nostri confini”.

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