Camera Penale: dare slancio al Patrocinio a spese dello Stato. Del Mastro (FdI): “Presenterò proposta di legge in Parlamento”

“Una proposta di legge per dare slancio al patrocinio a spese dello Stato, istituto giuridico a tutela del diritto alla difesa dei cittadini meno abbienti, e per garantire tempi rapidi di pagamento del compenso all’avvocato”: è quanto è emerso dal convegno, che si è tenuto, stamani, presso la Camera Penale di Napoli, con la partecipazione del presidente Marco Campora, la tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Elena De Rosa, gli avvocati del Foro di Napoli Raffaele De Cicco, Arianna Mocerino, Giuseppe Fontanarosa, il presidente dell’Associazione Difensori d’Ufficio Riccardo Rossi.

I lavori sono stati introdotti e moderati dalla giornalista Gabriella Peluso, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, e conclusi dal Responsabile del Dipartimento Giustizia di Fratelli d’Italia, deputato Andrea Del Mastro Delle Vedove, che ne ha annunciato la presentazione alla Camera dei Deputati.

Il presidente della Camera Penale di Napoli, Marco Campora, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato che: “il valore del patrocinio a spese dello Stato e degli avvocati che mettono a disposizione la propria professionalità per questo fondamentale istituto giuridico a tutela del diritto alla difesa dei cittadini meno abbienti, porteremo avanti ogni più utile iniziativa per sostenerlo”.

“Il patrocinio a spese dello Stato è un baluardo del diritto alla difesa, previsto dall’art. 24 comma 2 della Costituzione, e garantito dal comma 3 ai cittadini non abbienti – ha sottolineato Peluso – , questa importante visione sociale è alla base del patto etico, oltre che giuridico, che lega lo Stato e l’avvocato”.

“Presenterò una proposta di legge per quando emerso nel dibattito – ha detto Del Mastro – , su questo tema ho già presentato emendamenti ed ordini del giorno per porre fine alle lungaggini burocratiche che ritardano la liquidazione del compenso dell’avvocato. La nostra non è una battaglia corporativa, ma finalizzata a dare slancio ad un istituto che ha un grande valore sociale e per la valorizzazione del ruolo fondamentale dell’avvocatura, il cui impegno per il patrocinio a spese dello Stato va difeso  e tutelato” ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia.

“A causa della farraginosità del procedimento e di una sorta di ‘discriminazione’ contenuta nel DPR 115/2002, il Decreto di liquidazione dell’avvocato che ha prestato patrocinio a spese dello Stato non costituisce titolo esecutivo con il risultato che egli viene pagato in un tempo che oscilla tra un anno e i tre anni – ha spiegato De Cicco -; per questo proponiamo una modifica legislativa dell’art. 53 delle Disposizioni attuative del codice di procedura civile per rendere titolo esecutivo il decreto di liquidazione”:

“A causa delle crescenti difficoltà economiche, cresce il ricorso al gratuito patrocinio, una richiesta di fronte alla quale l’avvocato è disponibile, svolgendo, così, anche una funzione sociale, ma lo Stato deve onorare il patto con l’avvocato garantendo il pagamento del proprio compenso in tempi rapidi e, nel contempo, favorendo una sempre maggiore disponibilità da parte della categoria a prestare gratuito patrocinio” – ha detto Mocerino.

“Il ‘tradimento’ del patto etico tra Stato e avvocato riguarda anche il patto con il cittadino-lavoratore– ha sottolineato Fontanarosa – in quanto nel rito del lavoro, per accedere al gratuito patrocinio, lo Stato prevede come requisito una soglia di reddito riferita all’anno precedente, invece  bisogna attualizzare il reddito per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato”.

Per De Rosa “occorre mettere in campo una nuova normativa che semplifichi e alleggerisca la procedura e consenta agli avvocati di ottenere in tempi rapidi la liquidazione del proprio compenso rafforzando questo fondamentale istituto che garantisce il principio di uguaglianza nel mondo giudiziario”.

“La nostra associazione sposa appieno questa iniziativa che deve vedere sullo stesso fronte tutti gli avvocati e che deve vedere anche un totale cambio di mentalità a cominciare dal cambio della denominazione del ‘gratuito patrocinio’ che deve essere definito unicamente come patrocinio a spese dello Stato”, ha concluso Rossi.

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