Salute: più di un ricoverato su due presenta long covid, con sintomi dopo 24 mesi

ph. Rainews

Gli studi sul Covid-19 non si sono mai arrestati, anzi, proseguono costantemente e diligentemente verso nuovi risultati. In particolare un’indagine effettuata in Cina sui pazienti della prima ondata ci ha informati sul decorso a lungo termine della malattia, altrimenti detto Long Covid, di cui è affetto un numero di persone più alto di quanto ci si aspetti, ovvero oltre la metà di chi ha contratto l’infezione presenta ancora complicanze dopo 24 mesi. Il lato positivo è che i sintomi vanno affievolendosi nel tempo. L’indagine, pubblicata su Lancet Respiratory Medicineha seguito 1192 persone contagiate e ricoverate tra il 7 gennaio e il 29 maggio 2020 al Jin Yin-tan Hospital di Wuhan.

I pazienti sono stati poi sottoposti a controlli sistematici ogni 6, 12 e 24 mesi, quali tac al torace, spirometrie, domande specifiche per la valutazione della qualità della vita. Il risultato è che la percentuale di soggetti che lamentavano almeno un sintomo ammontava al 68 per cento al primo anno dalla malattia in fase acuta, riducendosi al 55 per cento dopo due anni.

I sintomi più segnalati sono stati disturbi del sonno, dolori articolari, palpitazioni, vergini, fiato corto , affòaticabilità muscolare e stanchezza generalizzata. Ad eccezione della dispnea e dell’ansia, talvolta accompagnata a da depressione, tutti i sintomi si sono affievoliti sino a sparire. Importanti fattori di rischio sono l’età avanzata e il sesso femminile, come documentato ance da altri studi. Inoltre non si è rilevata alcuna relazione tra la severità della malattia in fase di ricovero e i disturbi  da long covid.

Sorge spontaneo a questo punto un importante quesito, relativo al ruolo dei vaccini in tale situazione, quindi se siano essi effettivamente in grado di ridurre anche questi disturbi. Ulteriori ricerche paiono essere in grado di fornire già dei dati in questo senso, in quanto essi sono in gradi di depotenziare la carica virale nell’organismo, riducendo il rischio di nuova infezione e aggravamenti del quadro clinico, questione che potrà essere prossimamente chiarita dal proseguire delle ricerche.

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