Guerra in Ucraina: navi civili di Mariupol diventano parte della flotta russa e a Severodonetsk si combatte strada per strada

Il conflitto in Ucraina è giunto ormai al 96° giorno e le notizie più preoccupanti arrivano dalla città ucraina orientale di Severodonetsk dove si registrano intensi combattimenti strada per strada a causa dell’avanzamento dell’esercito russo.

A rendere nota la situazione è il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai, citato dai media ucraini.

Inoltre, dopo il bombardamento di un veicolo di evacuazione vicino a Lysychansk in cui un giornalista francese è rimasto ucciso e diverse persone sono rimaste ferite, l’evacuazione dalla regione di Lugansk è stata interrotta.

Sul fronte sud invece, alcune navi del porto di Mariupol entreranno a far parte della flotta commerciale della (autoproclamata e filorussa) Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr); questo l’annuncio fatto dal capo della Dpr, Denis Pushilin, riportato dall’agenzia russa Interfax:

Alcune delle navi, che si trovavano nel porto quando è iniziata l’operazione speciale, saranno trasferite nella giurisdizione della Dpr. Le decisioni sono già state prese. Queste navi saranno rinominate”. In questo modo, la Repubblica popolare del Donetsk sarà in grado di formare una propria flotta commerciale“.

Nella notte è stata raggiunta l’intesa politica dai leader dell’Ue sulle sanzioni alla Russia.

Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il sesto pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia, che comprende l’embargo al petrolio russo, sarà finalizzato mercoledì dagli ambasciatori dei Paesi membri riuniti a Bruxelles.

Michel aggiunge: “”Il Consiglio europeo continuerà ad aiutare l’Ucraina con le sue necessità immediate di liquidità, insieme al G7” ed “è pronto a concedere all’Ucraina 9 miliardi di euro“. La decisione mostra “sostegno forte e concreto” a Kiev.

Nelle conclusioni del vertice europeo sulle sanzioni anti-russe si legge:” “Il Consiglio europeo approva il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia sul greggio sui prodotti petroliferi, consegnati dalla Russia negli Stati membri, con un’eccezione temporanea per il greggio consegnato tramite oleodotto. Il Consiglio europeo esorta pertanto il Consiglio a finalizzarlo e adottarlo senza indugio, garantendo il buon finanziamento del un mercato unico, una concorrenza leale, la solidarietà tra gli Stati membri e condizioni di parità anche l’eliminazione graduale della nostra dipendenza dai combustibili fossili russi“.

In merito alla questione dell’embargo del petrolio russo si è espresso anche l’alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell su Twitter: “Benvenuta decisione dei leader UE di vietare il petrolio russo. L’embargo al petrolio russo deciso dal Consiglio europeo è una decisione storica per paralizzare la macchina da guerra di Putin. La nostra unità è la nostra forza”.

E ancora: “Con l’accordo raggiunto ieri, tardi come sempre, interromperemo l’acquisto di oltre il 90% del petrolio russo. È un grande passo avanti”. Noi siamo i più importanti clienti, ora a Mosca devono cercarne altri, avranno meno risorse finanziarie per continuare la guerra”.

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