Crisi Ucraina. Il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

L’Ucraina dal 24 febbraio è stata oggetto di ben 74 attacchi a ospedali, ambulanze e medici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in un report denuncia questi attacchi su “base quotidiana”, che fino ad oggi hanno portato a circa 71 morti e 37 feriti. Si contano circa 18 milioni di persone che sono state colpite dal conflitto.

L’Organizzazione sta lavorando a stretto contatto con tutti gli uffici in Ucraina e monitora giorno dopo giorno la terribile situazione sanitaria in cui versano i cittadini. Vi sono problemi di assistenza sanitaria e la mancanza di  trasporti pubblici. I numeri parlano chiaro: più di 300 strutture si trovano in territori ostili e altre 600 distano circa 10km dall’epicentro del conflitto. Il sistema sanitario sta continuando ad essere oggetto di attacchi, e così non si garantisce l’assistenza primaria di cure agli ammalati. Alcune aree come la città di Mariupol hanno subito gravi carenze  in termini di forniture mediche. Prendere d’assalto le strutture mediche è diventata la strategia della guerra di Mosca.

Jarno Habicht, il rappresentante dell’Ucraina all’Oms ha dichiarato in un’intervista della Bbc, “Siamo preoccupati che questo numero aumenti ogni giorno. Le strutture sanitarie dovrebbero essere luoghi sicuri sia per i medici sia per gli infermieri, ma anche per i pazienti a cui rivolgersi per le cure. Questo non dovrebbe accadere”. Secondo l’ufficio europeo dell’organizzazione l’impatto in questo mese di conflitto è stato “devastante” soprattutto per l’impatto negativo sulle persone malate croniche dove le terapie sono  state sospese. La distruzione delle infrastrutture rappresenta una minaccia significativa. Tuttavia, anche dove alcuni edifici sono funzionanti, vi è il pericolo di spostarsi in aeree critiche del conflitto, causando il rischio di rinunciare alle cure mediche con la devastante conseguenza di morti imprevedibili. Inoltre, con l’aumento di lesioni legate ai traumi, le limitate risorse e la capacità del personale sanitario rimasto vengono reindirizzati verso la cura di questi  feriti. Un sistema sanitario che non riesce a coprire le cure e adeguata assistenza per tutte le donne incinte e i bambini appena nati.

Tutto questo si sposta anche nel campo alimentare e della malnutrizione. Lo spostamento della popolazione, i danni alle infrastrutture agricole e le catene di approvvigionamento hanno un forte impatto sulla sicurezza alimentare della popolazione. Circa un terzo della popolazione vive in aree rurali. Circa due milioni di bambini al di sotto dei cinque anni e molte madri incinte hanno bisogno di assistenza salvavita.

 

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