Ucraina, i bambini vittime di una guerra che sta strappando il futuro a 7,5 milioni di piccoli

Le giovani vittime della guerra in Ucraina sono sempre di più, piccolissimi a cui viene portata via l’infanzia e troppo spesso la stessa vita. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Vladimir Zelensky, in un video messaggio postato su Facebook, finora i bambini uccisi sono 16 e altri 45 sono stati feriti negli ultimi quattro giorni. Save the Children ha avvertito che è in pericolo la vita e il futuro di “7,5 milioni” di piccoli.

Tra i protagonisti di questo terribile bilancio c’è la piccola Polina che frequentava l’ultimo anno di scuola elementare a Kiev, la prima vittima con un volto e un nome. Lo scorso Sabato era insieme ai suoi genitori e ai due fratelli quando l’auto con la quale viaggiavano è stata bersagliata dai colpi di un gruppo di “sabotatori russi”, come li ha definiti il vice sindaco di Kiev, Volodymyr Bondarenko il quale ha reso nota la vicenda. Gli altri due bimbi sono sopravvissuti, la sorellina è in terapia intensiva e il fratello è stato portato all’ospedale pediatrico di Okhmatdyt, in  cui decine di bambini vengono curati nel bunker seminterrato, progettato dagli ingegneri sovietici negli anni 70 per resistere ad eventuali attacchi.

Era inoltre circolata la notizia di un bimbo ricoverato morto sotto una bomba proprio in questo ospedale, ma poi la stessa è stata smentita da un medico del centro sentito dalla ong italiana Soleterre. Il bambino in questione  era stato ferito in strada nei combattimenti ed è poi morto in ospedale mentre tentavano di salvarlo.

Poi c’è Alisa, la quale non ha fatto in tempo a spegnere le candeline del suo ottavo compleanno quando è stata portata via dal bombardamento del suo asilo.

Iman Boughali, uccisa da un raid aereo di Mosca, si era invece trasferita a Kiev dall’Algeria per studiare all’Università ed è la prima vittima algerina della guerra.

Infine, ma purtroppo non è l’ultima, una bambina di 6 anni ferita gravemente dopo che domenica scorsa una bomba le ha sventrato il comodino. Non si sa il suo nome, è stata ribattezzata “la bambina dal pigiama con gli unicorni rosa”, aveva i capelli castani legati con un elastico e sangue ovunque. Mentre i medici dell’ospedale di Mariupol cercavano in tutti i modi di rianimarla la madre la aspettava fuori, in lacrime, con in mano le pantofole della figlia e la sua sciarpa, sperando fino alla fine che la bimba potesse farcela. Ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. “Mostra queste immagini a Putin”, ha urlato in preda alla rabbia un medico davanti alla telecamera di un giornalista dell’Associated Press,”mostrate questa bambina e noi che piangiamo”.

Ma sono decine se non di più i bambini uccisi nei combattimenti e nei bombardamenti di strutture educative in tutto il paese, bilancio che aumenta di ora in ora.

Secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite almeno sei strutture educative sono state bombardate negli ultimi giorni causando la morte di due insegnanti, venerdì, in una scuola a Gorlovka, nell’Ucraina orientale, bersagliata da un missile.

Ancora colpiti e danneggiati un asilo e un orfanotrofio a Okhtyrka: tra le 6 vittime, c’era una bambina di appena sette anni. Nella parte est del Paese, le scuole sono state chiuse il 21 febbraio a causa della pericolosità degli attacchi, lasciando circa 350.000 bambini senza accesso all’istruzione.

In altre aree, dove le scuole sono rimaste aperte, riferisce Save The Children, i genitori mandano a scuola i propri figli con addosso adesivi che riportano il gruppo sanguigno perché temono che possano essere feriti da un momento all’altro e che rientrino in quel terribile bilancio di una guerra crudele che strappa via anche le vite appena iniziate.

 

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