Ucraina, evacuati da Kiev quattro bambini malati oncologici, in questo momento “stanno lottando due guerre”

Ph. Ansa

La scorsa notte quattro bambini malati oncologici e le loro famiglie, sono stati costretti ad evacuare d’urgenza verso la città ucraina di Ternopil, a ovest, poichè Kiev è diventata ormai “troppo pericolosa”.

I casi più gravi sono invece rimasti a Kiev, 25 all’Istituto per il cancro e 20 all’Istituto di neurochirurgia, perché trasportarli sarebbe troppo pericoloso.

La notizia è stata resa nota dall’ong Soleterre, la quale ha diffuso le immagini del bunker dell’Istituto del cancro di Kiev, dove sono ricoverati 25 tra i bambini più gravemente malati e per questo motivo non possono essere trasferiti in case d’accoglienza o in ospedali più sicuri.

I bimbi, che non possono assolutamente permettersi di interrompere le cure, sono stati sistemati in giacigli di fortuna messi a terra nei sotterranei, senza luce, nel disordine e nel degrado e senza le condizioni igieniche minime necessarie.

“Kiev, afferma l’ong Soleterre, “non è più sicura, i bombardamenti proseguono e la sicurezza dei nostri pazienti è a rischio. Il Seminterrato della nostra Casa di accoglienza, la Dacha, è troppo precario, i bambini sono impauriti e la nostra priorità è metterli in salvo e continuare le loro cure salvavita. Per questo nella notte del 24 febbraio abbiamo deciso un’evacuazione d’urgenza delle prime 4 famiglie dalla casa di accoglienza a Ternopil, dove c’è un ospedale in grado di proseguire le cure dei pazienti”.

“I bambini con patologie oncologiche”, racconta Natalia Onipko, presidentessa della Fondazione Zaporouka, organizzazione gemella di Soleterre che sta curando la Dacha, “stanno lottando due guerre: quella contro il cancro e contro l’invasione russa. Sono stremati, alcuni hanno già vissuto questi traumi nel 2014”.

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