Ucraina: le posizioni di Cina e Turchia

L’invasione russa dell’Ucraina procede e si intensifica nelle ultime ore

La capitale, Kiev, è ormai sotto assedio e addirittura il presidente russo Putin chiede all’esercito ucraino di prendere il potere nella capitale per rimuovere il presidente Zelensky.

A sua volta Zelensky  invita gli europei che hanno “esperienza di guerra” a “venire a combattere in Ucraina”.

Alla luce della drammaticità degli ultimi eventi, gli occhi restano puntanti anche sulle prese di posizione degli altri stati del mondo tra cui Cina e Turchia.

Sicuramente ambigua appare la cautela con cui la Cina si è espressa nel condannare l’invasione russa in Ucraina, rifiutando di riconoscere nell’operazione militare russa una “invasione” e definendola, come lo stesso Putin ha fatto, una “operazione militare speciale”.

La Cina, inoltre, non parteciperà alle sanzioni economiche annunciate dalla comunità internazionale e se decidesse di fornire supporto economico alla Russia potrebbe aiutarla a  far fronte alle sanzioni occidentali.

Il cauto atteggiamento della Cina può essere scaturito dal fatto che il governo vuole limitare danni alla propria economia e preservare i rapporti coi partner economici, tra cui c’è sia la Russia che vari paesi occidentali.

Potrebbe essere colpita dalle sanzioni che Stati Uniti e Unione Europea sceglieranno di imporre alla Russia e ha sicuramente interesse a continuare il commercio con l’Ucraina.

Ma l’atteggiamento apparentemente cauto della Cina ha anche un’altra ragione: secondo diverse analisi la Cina sta guardando con molta attenzione a ciò che accade in Ucraina perché, alcuni scenari dell’attuale crisi ucraina potrebbero essere trasposti a Taiwan, la piccola isola indipendente che la Cina considera come propria.

Infatti, le reazioni dell’Occidente potrebbero fornire indizi al presidente cinese Xi Jinping su come potrebbero andare le cose nel caso in cui la Cina decidesse di intraprendere in futuro un’azione militare contro Taiwan.

La Cina rivendica da decenni la sovranità sull’isola che è indipendente dal 1949. Per il presidente Xi Jinping, riunificare Taiwan alla Cina è un obiettivo, al quale ha fatto più volte riferimento in vari discorsi pubblici.

Taiwan, a sua volta, è stata uno dei primi paesi a condannare pubblicamente l’invasione dell’Ucraina come una violazione degli accordi internazionali, dichiarando di volersi unire a Stati Uniti e Unione Europea nell’imporre sanzioni economiche alla Russia.

Altro stato in bilico è la Turchia che si dichiara contraria alle sanzioni, ma è in buoni rapporti sia con l’Ucraina che con la Russia e confina con entrambe nel mar Nero

Nella telefonata con Putin, il presidente turco Erdogan ha detto che una guerra tra Russia e Ucraina porterebbe svantaggi per tutti e si è nuovamente offerto come mediatore per allentare le tensioni.

Tra Turchia e Russia esistono contatti energetici e sulla difesa: i turchi sono grandi acquirenti di gas russo e hanno interesse a coordinarsi sulla gestione delle problematiche presenti nelle aree di comune proiezione.

D’altra parte, la Turchia non ha intenzione a rinunciare alle buone relazioni con l’Ucraina, che è peraltro una cliente importante dei suoi droni Bayraktar TB2: li utilizza nel conflitto in Donbass contro i separatisti sostenuti da Mosca. Di recente Ankara e Kiev hanno firmato un accordo di libero scambio.

 

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