Ucraina, la dichiarazione di guerra di Putin: “Denazificheremo la nazione, gravi conseguenze per chi interferirà”

La guerra è iniziata. Nella notte il Presidente russo Putin ha ordinato l’attacco ai territori dell’Ucraina e, alle 04:00 del mattino italiane, ha lanciato “un’operazione militare speciale” che, a distanza di sole poche ore, già si sta rivelando un attacco totale.

Il presidente Putin ha annunciato l’inizio delle offensive in un discorso tv, mentre era in corso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dopo il fallimento degli ultimi tentativi diplomatici per evitare l’ormai già annunciato conflitto.

Forti le dichiarazioni di Putin che ha chiaramente espresso l’intenzione di “denazificare il Paese”, includendo un monito al resto del mondo: “Chiunque provi a interferire o a minacciarci, deve sapere che la risposta della Russia sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia”.

Alla luce di tutto questo la capitale ucraina, Kiev, si è svegliata sotto i primi colpi delle esplosioni e lo scenario che si dipana in queste ore è di completo caos: infatti immagini divulgate dalle agenzie internazionali mostrano come si stiano già formando lunghe file di auto nel tentativo di uscire dalla città e cercare un rifugio sicuro temendo l’arrivo dell’esercito russo. 

Immediate le condanne delle azioni militari russe da parte del resto del mondo:  la Nato condanna con forza l’attacco ingiustificato della Russia contro l’Ucraina e chiede a Mosca “di fermare immediatamente la sua azione militare”.

Anche i leader europei, e il presidente del Consiglio Italiano Mario Draghi, hanno condannato l’attacco e annunciato nuove pesanti sanzioni contro Mosca.

Lo stesso Draghi ha dichiarato: “L’attacco è ingiustificato e ingiustificabile. L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione”.

Ed è anche di questa mattina una dichiarazione congiunta di  Ursula von der Leyen e Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, che annunciano un pacchetto di sanzioni massicce e mirate con le quali verranno colpiti settori strategici dell’economia russa.

La sola a non esprimersi nel condannare le decisioni di Mosca è la Cina, che ha senza dubbio una posizione rilevante nell’ambito della crisi.

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