Quirinale | Vertice Letta, Conte e Speranza: “Aperti al confronto con il centrodestra, ma candidatura di Berlusconi va superata”

Vertice a tre per la prossima elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Il segretario del Pd, Enrico Letta e il leader Leu, Roberto Speranza si sono incontrati  stamattina con il presidente M5s, Giuseppe Conte, nella sua abitazione romana, per discutere delle scelte del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle in vista della sempre più vicina votazione del 24 gennaio.

“Ottimo incontro con Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Lavoreremo insieme per dare al paese una o un presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto, nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”, scrivono su twitter i tre leader.

“Non c’è alcuna intesa sui nomi – precisa Letta – perché ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni”.

“L’incontro è andato bene”, afferma invece Conte. “Siamo pronti a un’azione forte, a un confronto anche ampio e condiviso. Ovviamente andranno rimosse dal tavolo candidature di parte come quella di Berlusconi”.

Giuseppe Conte, inoltre, nel corso del summit, sarebbe anche arrivato alla conclusione che “C’è totale sintonia nel dire che la candidatura di Silvio Berlusconi va assolutamente superata”, avrebbe sottolineato la necessità di “trovare un nome alternativo” e avrebbe ritenuto  opportuno che “Mario Draghi resti alla guida di Palazzo Chigi. Senza Draghi difficile che il governo regga”.

“In attesa delle mosse del centrodestra è sempre più concreta l’idea di non presentarsi in aula alle prime tre votazioni per dare un segnale forte nel caso rimanga il nome di Berlusconi sul tavolo”, avrebbero concordato infine i leader.

Intanto il ministro del Lavoro Andrea Orlando, ai microfoni di Radio Anch’io, ha dichiarato che “Non c’è nessuno scetticismo, Draghi è una delle carte fondamentali, la nostra preoccupazione deve essere quella di non bruciarla, ma cosi come le altre di cui si sta discutendo saranno più o meno utilizzabili a seconda della capacità di dialogo che si aprirà tra le forze politiche”.

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