Palermo, in arrivo risorse dal Pnrr per la riqualificazione di tre siti

Fiume Oreto, Tonnara Bordonaro e Parco Turrisi: l’obiettivo del Comune di Palermo è avviare un processo di riqualificazione per restituirli ai palermitani

Il Comune di Palermo, annuncia che “sono stati ammessi al finanziamento da parte del Ministero delle Infrastrutture, con 20 milioni di risorse Pnrr (Piano Nazionale di ripresa e resilienza), i progetti presentati dal Comune di Palermo per la riqualificazione della foce del fiume Oreto, il recupero dell’approdo storico della Tonnara Bordonaro e la realizzazione del primo nucleo di Parco Turrisi. L’aggiudicazione dei lavori è prevista entro giugno 2023, mentre per il completamento entro marzo 2026”.

IL FIUME ORETO

Ad oggi l’Oreto, divenuto una discarica a cielo aperto inserita in un contesto di degrado e sporcizia, è il fiume di tutti e di nessuno.

Con la selvaggia espansione urbana degli anni ’70 ( il “Sacco di Palermo”) più di 380 milioni di metri cubi di cemento ricoprirono la Conca d’Oro e l’Oreto fu inglobato dal tessuto urbano e ridotto a scarico fognario di interi quartieri. Oggi è uno degli esempi di degrado ambientale (e sociale) della Sicilia, che mostra come sia facile arrivare, in pochi decenni, all’abbandono totale di un fiume da parte della comunità”, è quanto affermato da Igor D’India, giovane videomaker e documentarista palermitano che è riuscito ad attirare l’attenzione nazionale su una realtà palermitana per anni dimenticata dall’amministrazione comunale.

The Raftmakers, la web serie da lui girata e co-prodotta con PopCult ed infine approdata anche su Amazon Prime Video, ha messo in campo una vera e propria mobilitazione cittadina (già inaugurata dal Comitato “Salviamo l’Oreto”)  per avviare la bonifica del fiume.

Pertanto, grazie alla spinta del comitato e del documentario svolto da Igor D’India, il fiume Oreto è stato candidato nel 2018 come uno dei “Luoghi del Cuore” del FAI.

 

TONNARA BORDONARO

La Tonnara Bordonaro è un complesso risalente al Quattrocento.

La sua storia non è dissimile da quelle delle altre dismesse tonnare presenti in Sicilia: finito d’essere il luogo adibito alla mattanza dei tonni, la struttura venne pian piano dimenticata.

Ed infatti, a parte la brevissima e lieta parentesi degli anni ‘60 (Luchino Visconti scelse di abitarvi nel periodo in cui si trovava in Sicilia per girare le scene de “Il Gattopardo”), per la tonnara ebbe inizio un periodo di abbandono che si è protratto per oltre quarant’anni.

Destinata ad appartenere a più proprietari (tra i più importanti, il Barone Chiaramonte Bordonaro, nobile nonché illustre figura del commercio siciliano), la tonnara ha peraltro subito nel 1986 pesanti danni alla facciata a causa di una violenta mareggiata.

Negli anni Duemila, venne affidata a privati che ne fecero un luogo di ritrovo: uno spazio per eventi mondani, quali degustazioni e banchetti. Ma nel 2014 l’attività smise di operare. E ad oggi, la tonnara è abbandonata e pertanto nel mirino di gravi atti vandalici come segnalato dall’Associazione Culturale “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana Florio”, l’ente che tutela la memoria delle imbarcazioni che nel corso dei secoli hanno solcato il mar di Sicilia.

PARCO TURRISI

POLMONE VERDE COME IL PARCO ‘LA FAVORITA’

Parco Turrisi si estende per oltre 25 ettari.

Sarebbe il terzo parco più grande di Palermo”, è quanto sostenuto dal comitato Parco Villa Turrisi, nato per raccogliere idee ed iniziative orientate a dare un nuovo volto a questo sito.

L‘area verde si estende per lo più su aree private, alcune delle quali a coltura agricola, con prevalenza di agrumi. Nel Parco si trovano anche aree pubbliche, che possono costituire i primi nuclei di libera fruizione per i cittadini, quali le aree dell’ex tracciato ferroviario Palermo- Camporeale, degli argini e superfici dei Canali Borsellino e Passo Rigano e dei beni confiscati alla mafia. Il primo obiettivo perseguito è la salvaguardia di tutta l’area, intesa come tutela conservativa del verde, della fauna e dei beni storici del parco. La tutela si rende necessaria a fronte della persistente e eventuale cementificazione, dell’abusivismo edilizio, dall’abbattimento indiscriminato degli alberi. Le aree pubbliche nel parco forniscono lotti disponibili per la compensazione del verde sottratto su Via L. da Vinci (più di 300 alberi) per fare spazio alla linea tranviaria. Queste aree sono, peraltro, quelle più prossime alla linea del tram e al meglio si prestano ai rimpianti che devono avvenire in prossimità delle aree espiantate. Questi reintegri avverrebbero all’interno di aree che dovranno essere direttamente fruibili dai cittadini. Le stesse aree pubbliche devono essere restituite alla cittadinanza per la libera fruizione, in un percorso di riappropriazione e valorizzazione dei beni comuni (fonte: Parco Villa Turrisi Palermo). 

I COMMENTI DEGLI ASSESSORI PRESTIGIACOMO E MARINO

Con questi 20 milioni del Pnrr e i funzionari tecnici e amministrativi inviati in questi giorni al Comune di Palermo dal Ministero per lavorare su questi progetti, riusciremo a mandare a gara in brevissimo tempo”, ha precisato l’assessore Maria Prestigiacomo.

La notizia non può che procuraci gioia e soddisfazione. Pochi sanno il gran lavoro che sta dietro questi progetti, frutto di una sana collaborazione tra forze politiche anche di diversa estrazione, ma soprattutto della energia positiva delle associazioni, numerose, ma tutte impegnate a difendere e valorizzare i loro territori. Questa forza è stata per noi una ragione per non disattendere il loro amore per il territorio e per l’ambiente. Adesso dobbiamo lavorare per rendere questi sogni una realtà nei tempi più brevi. Sarà questo il nostro obiettivo”, è quanto affermato dall’assessore Sergio Marino.

 

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