Covid, il messaggio per il 2022 del Direttore dell’Oms: “Sarà l’anno della fine della pandemia, ma solo se lavoriamo insieme”

ph.adnkronos

Il 2021 è giunto al termine, ciò equivale a iniziare a fare dei bilanci, soprattutto per quanto riguarda la situazione pandemica. Risale alle scorse ore un video pubblicato dal Direttore Generale dell’Oms sulla piattaforma Twitter, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Un discorso colmo di speranza per il futuro, affermando che“ Il potere di cambiare una volta per tutte il corso della crisi del Covid-19 è nelle nostre mani”, aggiungendo che “quando la salute è a rischio, tutto è a rischio”.

”La fine dell’anno segna il secondo anniversario dall’inizio della pandemia da Covid 19 e rappresenta un promemoria di ciò che abbiamo raggiunto e perso come comunità globale con le nostre risposte collettive a una vera crisi globale”. Precisa inoltre che vi siano stati anche molti traguardi significativi, soprattutto nel campo della ricerca volta a combattere il virus. Specifica che siano state somministrate sino ad oggi un totale di circa 8,5 miliardi di dosi di vaccino, che hanno contribuito a salvare milioni di vite.

Nessun paese è fuori dalla lotta contro il virus, “ma nazionalismi e accumulo di vaccini da parte di alcuni Paesi hanno minato l’equità, creando le condizioni ideali per lo sviluppo della variante Omicron”, ha detto Ghebreyesus.

Il Direttore ha riflettuto su quanto sia essenziale il contributo di tutti, affinché questo nuovo anno possa essere un passo decisivo verso il concludersi della pandemia. Ricorda l’obiettivo di raggiungere il 70% della popolazione mondiale vaccinata entro la metà dell’anno, per una maggiore sicurezza sanitaria e un’assistenza di base che risulti rafforzata.

“Entrando nel terzo anno della pandemia, sono sicuro che questo sarà l’anno della fine. Ma solo se lo facciamo insieme. Credo che se faremo progressi su questi obiettivi, potremo riunirci di nuovo, alla fine del 2022, non per segnare la fine del terzo anno di pandemia, ma per festeggiare il ritorno alle norme pre-Covid, quando ci riunivamo con le nostre famiglie e con le nostre comunità per festeggiare insieme e godere della compagnia e dell’affetto altrui”, ha concluso.

 

 

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