Dante, il Flacco di Portici omaggia il Sommo Poeta al Museo di Pietrarsa

La reincarnazione di un mito, la forza di versi che riprendono vita, il legame con l’infinito perfettamente incastrato in quegli endecasillabi: c’è tutto questo nel ciclo di celebrazioni del settimo centenario dantesco. A settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, numerosi studenti e professori del Liceo Orazio Flacco di Portici hanno reso omaggio, nel migliore dei modi, al poeta, padre della lingua italiana.

Il percorso si è tenuto al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Portici. Ha avuto inizio il 15 ottobre e si è concluso oggi, domenica 31 ottobre. Grande successo per la giornata di chiusura, che si è aperta con una rappresentazione teatrale da parte degli studenti e si è conclusa con un emozionante reading dantesco condotto dai professori Olga Cirillo e Salvatore Bottega – tra i principali motori dell’intero ciclo dantesco -. All’evento, presente anche la preside dell’Istituto scolastico Flacco, Iolanda Giovidelli.

 

Lo spettacolo, intitolato “Il mezzo del cammin”, è stato realizzato dagli studenti del Flacco nell’ambito di un PON d’istituto, guidati da Domenico Orsini, attore e regista teatrale. Anche il professor Bottega, in qualità di tutor interno, ha collaborato alla stesura del testo, con varie rifiniture. L’obiettivo è quello di celebrare l’opera dantesca, evidenziando il rapporto che Dante instaura con il territorio del sud, attraverso riferimenti di luoghi ispirati alla terra campana e di personaggi del sud incontrati durante il viaggio nell’Aldilà. La linea narrativa si rivela solo un pretesto per mandare un messaggio al pubblico: il vero protagonista di un libro è il lettore, a prescindere da ogni tipo di legame che ci possa essere fra un testo e chi lo legge – come quello di Dante con la terra napoletana -.

Come detto in precedenza, l’evento è stato concluso con la lettura di vari passi della Divina Commedia. Un momento che accompagna gli ascoltatori in un viaggio oltre il tempo: la figura di Beatrice, che si fa complice di Dio per portare Dante alla trasumanazione; il richiamo al celeberrimo Canto di Ulisse, affiancato dalle inconfondibili parole di Primo Levi in “Se questo è un uomo”; la scelta di completare le letture con varie letture di straordinari poeti novecenteschi come Eugenio Montale e Giorgio Caproni; il commovente accompagnamento musicale di Gianmarco Esposito e l’immancabile ricordo dei due ragazzi porticesi, Tullio Pagliaro e Vincenzo Palumbo, vittime di omicidio pochi giorni fa.

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