Francia, corsa all’Eliseo per Anne Hidalgo, mentre Marine Le Pen cala nei sondaggi

Repentini cambi ai  vertici dei diversi governi degli Stati membri dell’Unione Europea. Dopo l’Italia, con l’ascesa del premier Mario Draghi, e la Germania che dice addio all’era Merkel, è il turno della Francia nel 2022. Un evento fondamentale all’interno del Vecchio continente, perché il nuovo leader dovrà definire le posizioni francesi all’interno dell’Unione.

Secondo un ultimo sondaggio realizzato da Harris Interactive per Challenges, la candidata del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen, nelle intenzioni di voto al primo turno crolla in termini di punti percentuali, ottenendo solo il 16% contro il 24% del mese scorso. Molti parigini si stanno chiedendo se quello che sta “subendo” la Le Pen sia dovuto ad un “effetto Zemmour”, in riferimento all’oppositore di estrema destra considerato eccessivamente radicale. La candidata di destra focalizza la sua campagna elettorale sul  sul tema dell’immigrazione. Difatti, se vincesse punterebbe a istituire in costituzione il “primato nazionale“. Un topic già trattato in passato dal padre di Marine, Jean-Marie Le Pen. L’esponente di RN propone, tra le tante idee, anche quelle del controllo dell’immigrazione e della superiorità del diritto francese, rispetto a quello europeo ed internazionale, avente lo scopo di rifondare “l’insieme del diritto applicabile agli stranieri”.

Tuttavia, con un discorso a Rouen in Normandia, pronta a correre per le presidenziali francesi anche  Anne Hidalgo. Forte europeista convinta, membro del Partito socialista, formazione in grave difficoltà di consenso, la Hidalgo ha ricoperto per 10 anni la carica di vicesindaco della Ville Lumière con delega all’Urbanistica e, nel 2014, è stata eletta Sindaco. La candidata sessantenne, concentra la sua attenzione sui temi sociali ed ecologisti, fondamentali al giorno d’oggi, soprattutto quando si parla di cambiamento climatico. Una Repubblica decentralizzata, questo è il primo punto messo in campo, per un dialogo diretto tra le istituzioni e i cittadini, con attenzione ai salari degli infermieri e degli insegnanti. Un altro aspetto da non sottovalutare è il settore dell’ecologia. Anne Hidalgo, come già nella sua esperienza di amministratrice della capitale, ha concentrato la sua attenzione sulla riduzione del traffico cittadino, privilegiando pedoni e ciclisti, creando piste ciclabili, alloggi sociali e foreste urbane. Porta avanti battaglie  varate anche dalla Commissione europea con Ursula Von der Leyen, relative al New Green Deal. Queste posizioni sono molto vicine alle ideologie dei Paesi del Nord-Europa. Il suo motto è “una Francia più giusta”, e se riuscisse nell’intento di essere eletta o ad arrivare al secondo turno, sarebbe un cambio di passo fondamentale per la Francia.

La sua candidatura, tuttavia, deve passare al voto interno dei militanti del partito, ma per il segretario del Ps Olivier Faure, l’attuale sindaco di Parigi sarebbe la scelta migliore. Anne Hidalgo, attualmente secondo la stima dei sondaggi si attesta all’8%. Su di lei incombe un grande “peso politico”, quello di rilanciare e dare spinta al partito socialista.  Diversi esponenti della sinistra auspicano per le prossime elezioni un blocco unitario con un candidato comune a tutti i partiti e le frange della gauche. Per fine settembre, il partito dei Verdi ha in programma le primarie, invece, il Partito Comunista e Lotta Operaia hanno pochissimi consensi. Solo France Insoumise , fazione di sinistra ha il suo candidato,  Jean-Luc Mélenchon. La battaglia è sul campo, e per quanto riguarda gli avversari di destra, per il momento vi è solo voce di Le Pen.

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