Pan Napoli, “Le vittime di Dio” di A. Mocciola e C. Porrini in esposizione contro la censura

“Le vittime di Dio (nudi eretici)”, l’esposizione fotografica all’interno della rassegna “ceci n’est past une blasphème” è un viaggio attraverso l’eresia.

I 40 scatti di Antonio Mocciola e Carlo Porrini portano il peso delle storie di grandi personaggi storici e moderni. Giovanna d’arco, Giordano Bruno, Margaret Ward, sono solo alcuni dei nomi che rimbombano all’interno della stanza.

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“Le vittime di Dio (nudi eretici)” al PAN di Napoli

L’eco di pensieri controcorrente, fuori dal coro, considerati illeciti, si esprime attraverso la fotografia in bianco e nero che non lascia spazio a colori ma a corpi crudelmente nudi ed espressivi.

L’ esposizione si trova al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, all’interno della rassegna “ceci n’est pas une blasphème”, in occasione del festival internazionale contro la censura.

La mostra riempie le sale di tele che chiedono libertà d’espressione contro la censura e l’omertá della religione.

Negli ultimi giorni la rassegna ha fatto discutere molto, a causa dei manifesti che sono stati collegati alla mostra, apparsi in giro per la città di Napoli e poco apprezzati.

Ma, al di là del collegamento – vero o no – tra le due cose, la mostra fotografica di Antonio Mocciola e Carlo Porrini è un cammino intenso che sfrutta il nudo per raccontare storie che possano arrivare come un pugno allo stomaco.
Ogni storia ha un nome. Ogni nome viene inciso sulla carne nuda, come a voler riportare a chi guarda, lo stesso “fastidio” che quegli stessi nomi hanno potuto causare. Sofferenze senza censura e senza omertà, che si possono leggere sui volti dei modelli che si sono prestati a farsi ritrarre, mettendosi a nudo – letteralmente – per prestare i loro corpi alle storie di altri.

La riflessione degli autori degli scatti (Antonio Mocciola, Carlo Porrini, Gian Paolo Bocchetti e Federica Pone) vuole toccare il dolente tasto della censura di idee, di corpi, di orientamenti sessuali, che proviene dall’alto di chi, protetto da una posizione – spesso ecclesiastica – imponente, lavora per eliminare le tracce di novità controcorrente o, più semplicemente, modi di essere che non aderiscono a quelli consentiti.

Tra i pugni allo stomaco di queste storie strazianti e la carezza che accoglie spettatori che ci si rispecchiano, l’esposizione “Le vittime di Dio (nudi eretici)” diventa un viaggio tutto da vivere.

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