Agricoltura 4.0: una nuova frontiera per l’e-commerce italiano?

Se una piattaforma come la Farmer Business Network è riuscita a fidelizzare persino i più scettici farmers americani, in Europa l’e-commerce esclusivamente orientato all’offerta di macchinari ed attrezzature agricole è ancora una realtà semisconosciuta agli operatori del settore.

Unico esempio eclatante è dato dalla Farmitoo, start-up francese, che già attiva in Germania, Belgio, Austria ed Italia, punta ad ampliare la sua clientela anche in Spagna e Olanda.

Su Farmitoo è possibile comperare attrezzature per l’orticoltura, la frutticoltura, l’allevamento, vari pezzi di ricambio e macchine trainate a prezzi modici e ricevere quanto ordinato in tempi brevi: si calcola che già ben 25mila agricoltori di tutta Europa abbiano, almeno una volta, effettuato un acquisto.

Prevedendo nel breve termine larghi margini di profitto, l’azienda francese non esclude di poter allagare il suo catalogo inserendo anche altri prodotti agricoli: di conseguenza non ha nulla da invidiare alla concorrente Agriqo, che operando nello stesso marketplace mette direttamente in contatto i clienti con i produttori, presta assistenza durante tutto la fase pre-acquisto, trattenendo infine una percentuale sulla vendita effettuata.

La visione di Farmitoo è di diventare il leader europeo nella vendita di attrezzature agricole. Farmitoo vuole essere un partner di fiducia, lungo tutta la catena di acquisti delle attrezzature: dalla riflessione (con consigli e supporto), all’acquisto (con servizi vantaggiosi per il pagamento degli ordini). Essendo in contatto diretto con i produttori, negoziamo prezzi competitivi per gli agricoltori. Con più di 150.000 referenze sul sito, Farmitoo garantisce un’offerta internazionale a cui gli agricoltori non avrebbero accesso a livello locale”, ha spiegato Mathilde Lefrançois, una dei fondatori di Farmitoo, in una nota a StartupItalia.

È opportuno sottolineare che la maggior parte dei prodotti minuziosamente studiati per un’agricoltura 4.0 e acquistabili su Farmitoo hanno una marchio di fabbrica italiano. E a giudicare dall‘impennata di vendite online registrate in Italia, verificatosi anche a causa della pandemia, non si può fare a meno di prender atto dell’incauto procedere per mezzo del quale le aziende italiane ‘arano il campo del verde vicino’.

Se i dati relativi alle vendite effettuate dall’Italia sono incoraggianti, sarebbe il caso di chiedersi perchè un mercato esaustivamente proficuo, sia in una mera logica di profitto e sia in termini di utilità sociale, in Italia non percepisca importanti aiuti dagli incubatori aziendali, business angels e, ultimo ma non meno importante, da parte dello Stato.

Si precisa, infatti, che la fortunatissima start-up francese rientrava nella lista di aziende che nel 2018 fecero parte del Programme d’investissements d’avenir dello Stato francese, programma concepito per elargire aiuti finanziari ai progetti innovativi e con finalità di miglioramento per il territorio.

A far grande un’idea e soprattutto a renderla una realtà imprenditoriale è merito non soltanto dell’incontestabile know-how del suo fondatore Denis Fayolle (invidiato peraltro dai suoi connazionali per esser riuscito a vendere LaFourchette.com al ben noto Tripadvisor per la bellezza di 150 milioni), ma anche degli aiuti bilanciati e al tempo stesso efficaci messi in campo dallo Stato a favore dei progetti che sanno far brillare l’imprenditoria nazionale.

Per le circa 1,1 milioni di aziende agricole italiane trovare un buon rapporto qualità/prezzo, specie sui prodotti di supporto ad una agricoltura digitale, vorrebbe dire peraltro mettersi nelle condizioni di dare nuova vita alle cosiddette zone rurali, sulle quali la Commissione dell’Unione Europea si è recentemente espressa, ed attuare il tanto acclamato ‘Patto rurale’ volto a coordinare, promuovere e sviluppare un’economia agricola comunitaria che si fa da punto di convergenza tra l’agricoltura stessa, il turismo e la valorizzazione del paesaggio.

Se il solco della strada verso un’agricoltura sostenibile, qualitativa, miglioratrice delle condizioni dei lavoratori, e più attenta all’impatto ambientale è già stato tracciato, in Italia manca ancora però ‘il costruire  impresa online’ attorno all’ampissimo  mercato agricolo.

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