Palermo in festa per Santa Rosalia

Fin dal 1625, Palermo festeggia ogni anno Santa Rosalia,sua protettrice: il Festino, che si svolge dal 10 al 15 luglio, è infatti una delle massime espressioni della tradizione e del folklore palermitano.

Quest’anno, a causa della pandemia, la festa non può però che esser vissuta in tutta la città con uno spirito diverso e rivolto più che mai al presente.

Quella di Santa Rosalia è una festa comunque e ogni anno. La festa non vuol dire solo divertimento, ma ha anche un valore, una sua dimensione, vale a dire la libertà dalla paura. Santa Rosalia ci invita a liberarci dalla paura, per questo voglio fare un appello: vaccinatevi, vuol dire avere cura di sé e degli altri”,ha affermato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante la conferenza stampa di presentazione del Festino di Santa Rosalia la cui storia è impressa nei cuori dei palermitani.

Rosalia, nata nel 1130, fu una giovane vereconda che per mantenere la sua verginità scelse di vivere da eremita in una grotta del Monte Pellegrino (noto per esser stato definito da Goethe ‘il più bel promontorio del mondo’) dove, dopo anni, vi morì in grazia di Dio.

Quando nel 1624 Palermo fu invasa dalla peste, apparve ad un saponaro indicandogli dove giacessero le sue spoglie. E dopo che il buon uomo ebbe raggiunto il posto, gli fu detto di consegnarle all’Arcivescovo di Palermo affinchè, messe in un sacco, fossero portate in processione per tutte le strade della città.

E fu così che grazie alla ‘Santuzza miraculusa’ Palermo venne liberata da quel terribile morbo.

La città le fu grata e la fece sua santa patrona. Monte Pellegrino divenne il luogo del santuario eretto in suo onore, ed inoltre, la sua famosa ‘acchianata’ (la salita) è un lungo percorso a piedi intrapreso con grande devozione da chi vuol chiedere una grazia alla Santa (fino agli anni Settanta soprattutto dalle donne che desideravano una lieta gravidanza).

Così come si era soliti nell’antica Roma offrire onori pubblici a quei condottieri che portavano a termine un’impresa gloriosa, i palermitani pensarono che il miracolo della Santa non fosse stato da meno e che pertanto la statua della Santa meritasse di essere portata in trionfo su di un maestoso carro.

Il carro di Santa Rosalia è stato per secoli un banco di prova per scenotecnici ed architetti. Ma è nel 1974 che il comune di Palermo decide di fare le cose in grande: ne venne infatti realizzato uno di ispirazione settecentesca lungo nove metri, largo sei ed altro dieci che insieme al corteo storico sfilò ben due volte per la città.

Questa 397°edizione del Festino,come del resto la precedente, non vedrà però l‘usuale sfilata del carro trionfale lungo il Cassaro (il centro storico di Palermo).Ma nella notte del 12 luglio il carro recentemente restaurato è stato trasferito da Piazza del Parlamento ai Quattro Canti per rimanervi fino alla giornata conclusiva del Festino.

La vera novità di quest’anno è la seguente: alle 17.30 del 15 luglio l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice salirà a bordo di un elicottero dell’esercito e pertanto, sorvolando la città con le sacre reliquie, farà discendere la benedizione della Santuzza su ogni palermitano.

Riferendo del volto meno religioso della festa,occorre precisare che il tradizionale ‘jocu di focu(i giochi di fuoco), di cui si farà carico l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale,avverrà la notte tra il 14 e il 15 luglio. I giochi pirotecnici saranno esplosi in cinque punti diversi di Palermo, per prevenire assembramenti,ma per consentire di levare ugualmente il consueto grido di ‘Viva Palermo e Santa Rosalia!‘.

Ad alleviare gli animi dei cittadini non mancheranno le tradizionali bancarelle del Foro italico che,montate rispettando il prestabilito distanziamento,offriranno le migliori pietanze dello street food palermitano.

Tuttavia, per il palermitano doc non può essere Festino senza due leccornie: i babbaluci e u’ muluni‘, ovvero le lumache di terra e l’anguria.

Per fugare qualsiasi dubbio è necessario sottolineare che, a parte l’attento procedimento di spurgo delle lumache, la ricetta palermitana non ha altro in comune con il rinomato piatto di escargot à la Bourguignonne della cucina gourmet francese. Eppure, per il palermitano godersi la sua abbondante porzione di ‘babbaluci’ mentre il frastuono dei giochi pirotecnici gli penetra nelle orecchie è un rito che sa di poesia.

E a chi pianifica, un giorno, di venire per la prima volta a Palermo si raccomanda di non far confusione tra le varie tipologie di lumache. ‘I babbaluci’ sono quelle piccole, bianche e già aperte; ‘gli attuppateddi’ sono anch’esse bianche ma ancora chiuse; ed infine ‘i crastuni’ son quelle grosse e scure.

Sebbene il palato dei palermitani non faccia discriminazioni, il piatto legato alla tradizione di Santa Rosalia è soltanto quello stracolmo di ‘i babbaluci’ che possono essere conditi in due modi diversi, entrambi rientranti nella tradizione del Festino. La versione più semplice indica che debbano essere fatti cuocere in un bel soffritto d’aglio, per poi accompagnarli con una spolverata di prezzemolo. L’altra versione prevede invece di utilizzare il cosiddetto condimento ‘a picchi pacchi‘, una salsetta di cipolla e pomodoro fresco aromatizzata con del pepe nero.

Ed è persino necessario porre un’importante nota su ‘i muluna’, termine con cui nel dialetto siciliano si usa indicare il prodotto ortofrutticolo che al Nord Italia va sotto il nome di angurie: infatti, una volta appurato il loro stato di maturazione avendone palpato la consistenza,’u mulunaru’ taglierà il delizioso frutto a grosse fette e di traverso in modo da ottenere delle parti allungate, simili a delle barchette.

Ed è anche grazie al dissetante ‘muluni’ che i palermitani potranno ristorarsi dal caldo estivo e concludere nel migliore dei modi ‘a granni festa‘ del 15 luglio.

Sperando pertanto che la benedizione di Santa Rosalia possa esser d’aiuto oggi, in questi tempi ancora così incerti, si segnala che sui siti www.cattedrale.palermo.it e www.diocesipa.it sarà possibile seguire in diretta streaming la Messa Pontificale di giorno 15 alle ore 19.00 per rivolgere con cuore sincero una preghiera all’amatissima Santa dei palermitani.

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