Flop del Concorso Sud: dei 2800 posti disponibili solo 821 le assunzioni

Tra 102mila candidati del Concorso Sud, a presentarsi sono stati solo 37mila, e  dei 2.800 posti disponibili le assunzioni corrispondo a meno di un terzo di questi.

Il concorso si è svolto in modalità digitale, contemporaneamente in sei Regioni: Roma, Napoli, Cagliari, Bologna, Foggia, Reggio Calabria, Lamezia Terme, Siracusa e Catania. Risultava necessario reclutare profili specializzati per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, affinché si potesse gestire al meglio il Pnnr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Quest’ultimo si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro, ideato dall’Unione Europea per la crisi pandemica. Dei 5 profili richiesti risultavano idonei solo 1.484, nello specifico: il funzionario esperto amministrativo giuridico e il funzionario esperto in progettazione e animazione territoriale.  ( Dei 196 posti a bando sono risultati idonei 766 candidati con una copertura del 453%. Per il secondo su 177 posti sono risultati idonei 243). Scoperti rimangono invece gli altri tre profili: esperto in gestione, rendicontazione e controllo, funzionario esperto analista informatico e funzionario esperto tecnico.

Fortemente voluto e ideato dal Ministro Renato Brunetta, il concorso, con contratto a tempo determinato, avrebbe dovuto rimediare le competenze necessarie per attuare il Recovery Plan. Così non è stato, nel Lazio, con il 24,4%  si è registrato il tasso di partecipazione più basso.

Secondo il Segretario generale della Uilpa Sandro Colombi, la colpa è da assegnare ai requisiti troppo elevati del concorso. Si tratta di un chiaro fallimento dell’obiettivo preposto dal Ministro Brunetta di effettuare concorsi: rapidi, efficienti e digitali. Propone dunque alcune soluzioni basate sull’informazione. Dagli Open day nelle Università, a premi per rendere più elevate le retribuzioni dei più meritevoli.

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