La denuncia | Trasporto Pubblico, Viale (CLP) a “il Riformista”: “interdittiva finalizzata a distruggere la nostra azienda”

“Da 8 anni circa, dal 2013, la nostra azienda ha un presidio di legalità interno attraverso due Commissari Prefettizi. La CLP è stata passata ai raggi X in questi anni e mai sono state riscontrate irregolarità o anomalie. Anche la Guardia di Finanza ha scavato per mesi tra i flussi finanziari della proprietà e dell’azienda senza trovare alcun illecito. Per questo non ci spieghiamo come l’azienda, dopo tutti questi anni di attività sinergica con la Prefettura, non venga valutata positivamente”. Questa la denuncia, raccolta nei giorni scorsi dal quotidiano nazionale “il Riformista” diretto da Piero Sansonetti, effettuata dall’amministratore della società di Trasporto Pubblico Locale CLP dott. Francesco Viale, “figlio di un medico chirurgo e di una insegnante” così come sottolineato dalla giornalista Viviana Lanza.

Viale guida l’azienda, rilevata dalla famiglia della moglie, che vanta una ultra decennale esperienza nel TPL.

La stessa nel 2013, a margine di una aggiudicazione di un appalto pubblico nel settore, è stata colpita da una interdittiva antimafia per via di un ex socio “lontano parente della moglie finito sotto inchiesta”. Le dimissioni di quest’ultimo non servirono a scongiurare l’interdittiva.

Parla di “volontà politica” Viale, finalizzata a “non rinnovare il contratto che la CLP ha con la Regione Campania”.

“Nulla in questi otto anni è stato rilevato. Serviamo 130 comuni e non c’è mai stata una contestazione sull’esercizio del Pubblico Servizio. Non c’è alcuna sbavatura nella nostra capacità economico-finanziaria ed i nostri dipendenti sono sempre pagati regolarmente”, precisa Viale a “il Riformista”.

“Mi risulta – continua l’amministratore CLP – che la Regione abbia rinnovato tutti i contratti alle aziende di TPL tranne quello alla CLP. In più tutte le aziende risulta siano state pagate per i servizi fin qui espletati, tranne la nostra che vanta un credito di 7 milioni di euro nei confronti dell’Ente pubblico. Per quale motivo?”.

Bisogna sottolineare che in questi otto anni ogni documento, ogni decisione aziendale è stata ratificata dai Commissari Prefettizi.

“Temo sia in atto un tentativo di sciacallaggio che mira a screditare l’azienda”, ricalca l’amministratore unico. “Abbiamo, infatti, presentato due denunce: una per l’hackeraggio portato al nostro sito internet in più occasioni. Una altra per una campagna di diffamazione e calunnia attuata tramite social ed attraverso lettere anonime contenenti dati sensibili dell’azienda, dei vertici e di alcuni dipendenti”.

La CLP dà lavoro a circa 500 dipendenti, fornendo un servizio di qualità pur attuando costi competitivi: “viaggiamo a 2,18 euro a km a fronte dei 4,20 della azienda pubblica. Come facciamo? Paghiamo meno di assicurazione perché siamo attenti a non fare sinistri; in più i nostri dirigenti guadagnano al massimo 2.000 euro al mese. Non abbiamo consulenti che costano 100 mila euro l’anno. L’azienda è sana, non è sequestrata. Se avessimo avuto problemi di qualsiasi tipo in questi otto anni sarebbero sicuramente emersi”, conclude Viale che, raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano, ci tiene a sottolineare il “rischio conclamato” che “87 dipendenti della CLP, dall’eventuale passaggio di cantiere con l’azienda pubblica, rischiano di restare senza lavoro, visto che vengono ad ora prese in considerazione le liste dei dipendenti stilate nel 2017. Sarebbe assurdo pensare di lasciare a casa così tanti lavoratori con le proprie famiglie”.

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