Vaccini, Marino (Pfizer): “Ritardo seconda dose? Nostro vaccino pensato per somministrazione a 21 giorni dalla prima. Attenersi agli studi clinici”

Valeria Marino, direttore medico di Pfizer Italia, commenta la valutazione del CTS relativa all’allungamento del range di somministrazione tra la prima dose del vaccino Pfizer e la seconda: “Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni. Dati su di un più lungo range di somministrazione al momento non ne abbiamo se non nelle osservazioni di vita reale, come è stato fatto nel Regno Unito. È una valutazione del CTS, osserveremo quello che succede. Come Pfizer dico però di attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l’autorizzazione”.

La dichiarazione della Marino, rilasciata ai microfoni di Sky Tg24, frena, dunque, gli entusiasmi di chi conta sull’allungamento fino a 35 giorni dell’intervallo per la somministrazione della seconda dose. L’avvertimento a seguire quanto emerso dagli studi scientifici risulta chiaro, ma il CTS ritiene, invece, che allungare la data del richiamo “non inficia l’efficacia della risposta immunitaria”. Intanto, sempre più numerose le Regioni che, secondo il suggerimento del CTS, spostano in avanti la data del richiamo, in modo da avere più vaccini disponibili e aumentare le prime somministrazioni, come già avvenuto in Inghilterra, dove si è agito in questa direzione sin dal primo momento. Secondo gli studi, infatti, la prima dose Pfizer garantisce la protezione dal Covid, nelle sue forme più gravi, nell’80% dei casi. Liguria, Toscana, Emilia, Piemonte e Campania, dunque, si stanno preparando a spostare in avanti la data del richiamo, seguendo la Regione Lazio, dove già lunedì 10 maggio l’Unità di crisi Covid ha comunicato l’allungamento del vaccino Pfizer a 35 giorni dalla prima dose, dunque 14 giorni dopo la data inizialmente prevista per il richiamo.

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