Intervista | Luongo (Casartigiani): “Importante ripartire, ora aiutiamo tutti le imprese che hanno subito le chiusure”

Tempo di riaperture, di speranza e anche di molte incertezze per il presente ed il domani. Abbiamo incontrato per Istituzioni24 Fabrizio Luongo, segretario di Casartigiani e vice presidente vicario della Camera di Commercio di Napoli.

Dott. Luongo come si approccia a questi primi momenti di riaperture?

“Sicuramente con sensazioni contrastanti. Non c’è dubbio che sono contento di poter augurare buon lavoro alle imprese, seppure sia stato veramente surreale vivere un momento in cui esse hanno dovuto letteralmente elemosinare il tornare a svolgere la propria professione, frutto di anni di studio, sacrifici, investimenti, passione, sogni e impegni.”

Dalle sue parole, tra le righe, si evince una contrarietà rispetto ad alcune scelte dei decisori politici…

“A mio personale giudizio quella di chiudere acconciatori, centri estetici, gioiellieri, ristoratori è stata una scelta “folle” ed ingiustificabile tanto più che parliamo di categorie che si erano giustamente adeguate, tra mille sacrifici, ai rigidi dettami e protocolli di sicurezza.”

Ora però si riapre e occorre guardare al futuro, che ne pensa delle nuove regole per le riaperture?

“Riaprire è importante, ma anche in questo caso occorre essere attenti a non discriminare alcuni imprenditori o categorie. Secondo il centro studi di Casartigiani Napoli i nuovi orari non aiuteranno tutte le imprese, soprattutto i ristoratori privi di spazi esterni. Si rischia di penalizzare una discriminante grave che penalizzare un numero importante di attività. Mi auguro che il Governo ne prenda atto possa porvi rimedio garantendo equità.”

Tuttavia, possiamo dire che almeno si prova a far ripartire il lavoro. Non crede?

“Sicuramente, ma vorrei far riflettere su alcuni punti di vista che non possiamo non tenere in considerazione. Molti lavoratori dipendenti, non tutti, godono del paracadute della cassa integrazione, molti disoccupati del reddito di cittadinanza, tossicodipendenti ed ex detenuti hanno agevolazioni e percorsi di reinserimento, Artigiani e commercianti hanno invece difficoltà a mettere la testa sul cuscino.  Occorrerebbe un “reddito di impresa” e trasformare il reddito di cittadinanza in un reddito di apprendistato pagando l’imprenditore per essere tutor a giovani (e non più tali) disoccupati. Questo consentirebbe di non sperperare risorse pubbliche a favorirebbe l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Se mi permette poi, vorrei lanciare una provocazione.”

Prego….

“La politica dovrebbe rinunciare per l’intero anno 2021 alle proprie indennità e aiutare le imprese che rischiano la chiusura. Si tratterebbe di un piccolo gesto che però dimostrerebbe una concreta solidarietà e mostrerebbe una classe dirigente diversa agli Italiani. Mi permetta poi di fare un invito a tutti i lettori e concittadini a supportare per quanto è possibile le nostre imprese che ripartono e in particolare per la ristorazione, acconciatori, centri estetici prenotando in maniera organizzata, non servendosi più di abusivi e servizi domiciliari impropri non più giustificabili, rispettiamoli, diamogli nuova fiducia e aiutiamoli a rialzarsi.”

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