Massimo Galli a La Voce della Scuola Live: “Voler ripartire a tutti i costi è inaccettabile”

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Il dott. Massimo Galli a "La voce della scuola live"

Nell’ultimo anno, uno degli argomenti più discussi tra le conseguenze della Covid-19 è la scuola. Il dibattito si scinde tra chi ritiene che la soluzione sia ritornare alla scuola in presenza, e chi sostiene che l’unica via d’uscita sia la didattica a distanza.

Questo argomento è stato protagonista della 34° puntata de “La Voce della Scuola Live”, trasmissione in streaming diretta dal prof. Diego Palma e Claudio Ninna Canu, che hanno scelto, come protagonisti, 9 ospiti:

  • Massimo Galli – infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano
  • Pino Turi – segretario Generale UIL
  • Francesco Tulone – Università di Palermo
  • Davide Lercara – Presidente Confasi Sicilia
  • Davide Tosi – Università dell’Insubria
  • Ferdinando Piciccio – Presidente Comitato “Sì DaD tutela salute, istruzione e società”
  • Stefania Epifani – Componente comitato “Pro DaD Puglia”
  • Simona Vergani – Comitato nazionale “IdeaScuola sez. Lombardia”
  • Stefania Sambataro – Direttivo Nazionale “IdeaScuola”

Piano Vaccinale e Scuola: l’intervento del dott. Galli a “La Voce della Scuola Live”

Dopo un’introduzione generale che ha aperto un lungo alternarsi di opinioni contrastanti, il dott. Galli è intervenuto sferrando, anzitutto, una critica alla decisione secca del governo riguardo la riapertura delle scuole, affermando “mi ha dato un certo imbarazzo e disappunto, perché ritengo sia una decisione populista, non degna del governo che abbiamo e della persona che lo presiede, considerando i dati attuali sui contagi e i vaccini somministrati.”

E, a proposito di dati, Massimo Galli fa un paragone tra la situazione Italiana, che sembra apparentemente pronta alla ripartenza, e quelle dei paesi che sono effettivamente pronti a ripartire: “La Gran Bretagna, invece ne è uscita, dopo un duro lockdown, accompagnata da una campagna di vaccinazione neanche comparabile alla nostra. Noi abbiamo vaccinato – con poco più di 14 milioni di dosi – solo 23 abitanti su 100. degli abitanti. Un dato molto lontano da quello che dovrebbe essere di 140 dosi per 100 abitanti.”

Il piano vaccinale italiano preoccupa il dott. Galli, che continua dichiarando “Tutti coloro che hanno meno di 16 anni non possono essere vaccinati: un’altra pesante realtà da considerare. Credo che questo blocco debba essere forzato se i risultati degli studi sui vaccini anche per questa parte della popolazione non arrivano in tempo. È chiaro che non possiamo arrivare alle 200 dosi su 100 persone, quindi alla doppia vaccinazione di tutti – prosegue M. Galli – però il rapporto 23/100 è ancora troppo poco. Abbiamo, inoltre, ancora una quantità di anziani (23-24%) che non hanno ricevuto nemmeno una dose, mentre la Gran Bretagna ha già utilizzato quasi 45 milioni di dosi, pari a 60 dosi su 100 persone. Su questi dati viaggiano anche gli Stati Uniti. Situazioni ben diverse, queste, su cui si può ragionare sulle riaperture.”

Riguardo l’Italia, invece, l’infettivologo ha un pensiero ben chiaro: “nella nostra situazione, invece, si ragiona sull’apertura della scuola mentre nel paese ci sono più di 510 mila persone con un’infezione nota attiva – un numero che potrebbe rappresentare solo la metà della popolazione realmente infetta -.”

Tornando all’argomento principale della puntata, Galli risponde alla domanda cardine della discussione: La scuola è un ambito sicuro?

“Ho ridotto i contatti con i miei allievi, questo per me è l’ultimo anno prima della§ quiescenza e farlo davanti a uno schermo mi pesa da tanti  punti di vista. Mi pesa non avere un contatto diretto che facilita domanda-risposta, però in questo momento il rapporto costi-benefici questo deve essere.”

“Anche le varianti hanno una rilevata importanza. Siamo stati in grado di determinare che i bambini e i giovani hanno una minor facilità di infettarsi rispetto agli adulti e gli anziani. Abbiamo fatto un lavoro a Castiglione d’Adda facendo indagini sulla corrente del virus, e che ci hanno confermato questo dato. Però interviene una variabile: la variante inglese con il suo 40% in più di infettività è in grado di contagiare anche bambini e adolescenti, che finiscono per infettare genitori, nonni e così via. Negli ultimi 40 giorni abbiamo visto crescere il numero dei ricoverati – continua l’infettivologo – dai più giovani ai più anziani, spesso molto mal messi. Vediamo molti anziani che arrivano da noi in condizioni tali da non convincerci a vincere la battaglia. In questo tipo di situazione credo che il voler ripartire a tutti i costi sia un’iniziativa inaccettabile, è chiaro che questa decisione ha dei costi abbastanza pesanti.”

A questo punto, il dott. Galli si sofferma a fare un’osservazione importante e spesso sottovalutata: “abbiamo avuto un atteggiamento poco coinvolgente nei confronti dei giovani, credo che sia importante un intervento di coinvolgimento e di utilizzo del protagonismo giovanile per fare di loro dei protagonisti della prevenzione. Persone che possono prendersi direttamente un ruolo di responsabilità nel combattere direttamente questa malattia e fare la loro parte. Ho passato parte della mia vita facendo anche del volontariato ella lotta contro HIV e il discorso della responsabilità giovanile è un punto chiave.

In conclusione, Massimo Galli lancia una polemica sul “pietismo” che se ne fa di questa situazione – esasperando, secondo il dottore, le condizioni in cui i ragazzi si trovano – ritenendo però “importante ripristinare il contatto sociale come processo fondamentale della formazione, che in questo momento ha avuto un pesante impatto psicologico, però non ne posso più dell’atteggiamento pietistico di commiserazione dei poveri giovani che a volte mi dà l’aria di autocommiserazione di parte della componente genitoriale che non riesce probabilmente a gestire il rapporto quotidiano con la propria prole.”

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