Vaccino Johnson & Johnson sospeso negli Stati Uniti. Bonaccini: ”Già vissuto con AstraZeneca”

Negli Stati Uniti, La Food and Drug Administration ha chiesto la sospensione precauzionale immediata delle somministrazioni del vaccino Johnson & Johnson, dopo che 6 donne (su quasi 7 milioni di vaccinazioni) sono state colpite da rari fenomeni di coaguli di sangue.

Al momento, Centers for disease control e Fda stanno studiando i sei casi, «estremamente rari»: non è ancora certo un legame causale tra la somministrazione del vaccino e lo sviluppo della rara malattia.

Dopo lo stop negli Usa, la società farmaceutica J&J ha deciso di rimandare la distribuzione in Europa dove, entro il 2021, sono attese 200 milioni di dosi di questo vaccino.

In Italia, al momento, non ci sono ulteriori limitazioni all’utilizzo dei vaccini approvati -tranne che per AstraZeneca-.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha affermato “La sospensione di Johnson & Johnson? È una cosa che abbiamo già vissuto con AstraZeneca”, commentando la notizia della richiesta di sospensione del vaccino a L’aria che tira, su La7, ospite di Myrta Merlino. “Prima, AstraZeneca si poteva somministrare fino ai 55 anni e per quello avevamo iniziato con il personale scolastico o altre categorie – ha continuato il presidente, sottolineando la confusione legata alle varie indicazioni -. Poi si è detto fino ai 65 e ora solo dopo i 60. Mi conforta che qui in Emilia-Romagna le rinunce per AstraZeneca siano basse. Gli oltre 100mila decessi non si sono registrati per le dosi, ma è un numero drammatico che dipende dal virus”.

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