Biden: “Putin assassino”. La Russia risponde richiamando in patria l’ambasciatore

In un’intervista a ‘Good Morning America’, alla domanda del giornalista: “Lei pensa che Vladimir Putin sia un assassino?”, il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha risposto: “Sì”. Così, il leader democratico scatena la prima crisi internazionale da quando si è insediato alla Casa Bianca.

“Putin pagherà un prezzo”; ha aggiunto Biden, per aver cercato di interferire anche nelle elezioni del 2020. In un rapporto dell’intelligence USA, si legge che Putin avrebbe dato ordine di disturbare le scorse presidenziali, così come aveva fatto nel 2016. Il leader russo avrebbe cercato di danneggiare Biden anche servendosi di personalità vicine all’ex presidente Trump.

Nel corso dell’intervista il leader della potenza d’oltreoceano ha fatto riferimento anche al colloquio telefonico avuto con il leader russo. “Abbiamo avuto un lungo colloquio, lo conosco relativamente bene – ha detto Biden, che ha avuto rapporti con Putin quando era vice presidente di Barack Obama – e la nostra conversazione è iniziata così: “Io ti conosco e tu mi conosci, se stabilisco che questo è successo, allora preparati”.

Da queste parole si evince il rapporto tra Mosca e Washington. Riferendosi, probabilmente al New Start, il Trattato sulla non proliferazioni delle armi nucleari che le due potenze  hanno appena deciso di prorogare per altri cinque anni. “Con loro possiamo fare più cose nello stesso momento, camminare e masticare una gomma. È nel nostro interesse reciproco lavorare insieme”, ha ribadito Biden.

La conferma delle interferenze elettorali arriva con il rapporto pubblicato dall‘Office of Director of National Intelligence, in cui si afferma che sia la Russia che l’Iran hanno cercato di interferire, anche se non ci sono prove che abbiano cercato di cambiare i risultati elettorali. “Abbiamo stabilito – si legge nel rapporto –  che il presidente russo ha autorizzato e diverse agenzie governative condotto un’operazione di influenza tesa a minare la candidatura del presidente Biden e il partito democratico, sostenendo l’ex presidente Trump, minando la fiducia pubblica nel processo elettorale ed esacerbando le divisioni negli Stati Uniti”.

La Russia ha risposto richiamando il proprio ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov. La portavoce Maria Zakharova, ha precisato su Facebook che il diplomatico è stato richiamato per valutare il futuro delle relazioni con gli Stati Uniti.

“Per noi, la cosa principale è determinare quali sono i modi per correggere i rapporti russo-americani, che sono in uno stato difficile e che di fatto sono stati portati da Washington negli ultimi anni in un vicolo cieco”, ha dichiarato la portavoce Zakharova. “Siamo interessati a prevenire il loro degrado irreversibile se gli americani si rendono conto dei rischi associati a ciò”, ha aggiunto. “La nuova Amministrazione statunitense è al potere da quasi due mesi,”- ha sottolineato-” il traguardo simbolico dei 100 giorni non è lontano, e questo è un buon motivo per provare a valutare cosa sta facendo la squadra di Joe Biden e cosa no”.

Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, ribadisce che le accuse degli Stati Uniti sulla presunta interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020, “sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate”. “Non siamo d’accordo con le conclusioni dell’Intelligence nazionale Usa sul nostro Paese. La Russia non ha interferito nelle elezioni precedenti e non lo ha fatto in quelle del 2020 a cui fa riferimento il rapporto. La Russia non è coinvolta in campagne contro alcuno dei candidati”, ha affermato.

 

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