Libri, Carlo Cottarelli: “All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica”

Qualche settimana fa è uscito in tutte le librerie, “All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica”, il nuovo libro di Carlo Cottarelli.

Cottarelli, autore di “I sette peccati capitali dell’economia italiana” o di “Pachidermi e pappagalli”, è stato anche incaricato Primo Ministro dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima della formazione del governo tra Lega e Movimento 5 Stelle.

In questo nuovo libro, edito da Feltrinelli, in meno di 200 pagine Cottarelli riesce con grande chiarezza a dare quella che è, secondo lui, la chiave per la rinascita post-covid.

Il mondo sta affrontando la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Il virus sta facendo danni più gravi di Lehman Brothers. E l’Italia? Bisogna tornare al 1945 per trovare un dato peggiore di caduta del Pil. La crisi ha messo in luce le nostre debolezze, certo, ma anche i nostri punti di forza, compresa la capacità di rispondere bene in condizioni di emergenza. Ma affrontare l’emergenza non basta, e non basta tornare a dove eravamo nel 2019: ora abbiamo davanti a noi la responsabilità della ricostruzione.

Carlo Cottarelli si pone al confine tra il mondo che crolla e il mondo che verrà dopo. E, mentre ci accompagna nel labirinto delle possibilità economiche oggi a nostra disposizione, ci mostra come l’Italia abbia bisogno di tornare a crescere in modo sostenibile da un punto di vista sociale, finanziario e ambientale. Dobbiamo salvare la nostra economia, ma per farlo abbiamo bisogno di più uguaglianza, soprattutto nelle opportunità che vengono fornite alle nuove generazioni. Per questo ci vuole la politica, e infatti questo è un libro (anche) politico. Perché parla di come la società italiana dovrebbe funzionare sulla base di un principio ideale: la possibilità per tutti di avere un futuro nella vita, indipendentemente dalle condizioni in cui si è nati. È importante che le agende politiche partano da una chiara enunciazione della società che si vorrebbe realizzare. Altrimenti, la politica diventa personalismo, opportunismo e cinismo.

Print Friendly, PDF & Email