Recovery Fund, la Commissione Europea risponde al Movimento per il Nuovo Sud

Tante in questo periodo le proteste, soprattutto da parte delle associazioni politiche e culturali meridionali sulla destinazione che sarà data ai fondi del Recovery Fund che l’Unione Europea ha messo a disposizione per l’Italia, ricordiamo 209 miliardi che già stanno cominciando a scendere per i ritardi e la disorganizzazione che i governi italiani hanno mostrato negli ultimi mesi, dato anche il periodo di crisi che stiamo vivendo ormai da un anno abbondante.
Ricordiamo che questa cifra è stata assegnata all’Italia “grazie al Sud”; tre parole chiave per la distribuzione: in base alla popolazione, in base al Pil ed in base alla disoccupazione. Invece negli ultimi tempi, anche con questo cambio di Governo, passato da uno meridionale con Giuseppe Conte ad uno Nord-centrico guidato da Mario Draghi e con ministri quasi tutti del Nord, è tantissima la preoccupazione del Sud che vedrà sfumare probabilmente i fondi che gli spettano come storicamente tanti altri fondi gli sono scippati dalle mani. Pare che infatti il Governo Draghi stia pensando di distribuire i fondi solo in base alla popolazione che al Sud è del 34%, che rispetto al 72% spettante di diritto al Sud per diminuire il divario con il Nord, sembrano veramente pochi.

Per questo il Movimento per il Nuovo Sud (movimento politico meridionalista) ha scritto alla commissione Europea, chiedendo aiuto e sottolineando una certa preoccupazione, di seguito il comunicato stampa del Movimento:

“Con risposta protocollata l’11 marzo 2021, la Commissione Europea, Segretariato Generale, Task force Ripresa e resilienza, ha risposto al prof. Enzo Maiorana (coordinatore di Identità Siciliana e del Movimento per il Nuovo Sud) per un quesito nel quale si sollecitava un intervento a proposito dei 209 miliardi di euro del Recovery Fund previsti per l’Italia.
I due movimenti meridionalisti avevano esposto le loro preoccupazioni sull’assegnazione prevista dall’Europa in base non solo alla popolazione ma anche al Prodotto Interno Lordo e alla disoccupazione, fattori determinanti per i problemi legati al Sud da oltre un secolo e mezzo.
La risposta è chiara e risulterà vincolante anche per i numerosi politici e opinionisti che in questi giorni stanno evidenziando la necessità di far ripartire “prima il Nord, locomotiva italiana”: la Commissione “valuterà se il piano contribuisce a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale e la convergenza e se risponde effettivamente alle raccomandazioni specifiche per paese (…) anche per quanto concerne le sfide per superare i divari regionali”.
I responsabili di Identità Siciliana e del Movimento per il Nuovo Sud continueranno la loro opera di controllo sull’operato dei governi italiani di turno, pronti ad intervenire ulteriormente anche in Europa qualora non venissero rispettati i parametri europei e il Sud continuasse ad essere discriminato senza essere adeguatamente difeso e rappresentato dai partiti nazionali di ogni schieramento”.
Ufficio Stampa – Movimento per il Nuovo Sud

Fai Click qui per leggere la Risposta della Commissione Europea al Movimento per il Nuovo Sud

Print Friendly, PDF & Email