Francia: sul professore decapitato, Samuel Paty, la 13enne ha mentito

Secondo quanto riporta la testata “Le Parisienne”, sulla base delle disposizioni rilasciate dalla studentessa 13enne che accusò il professore, Samuel Paty, per averla fatta uscire dalla classe in quanto fosse musulmana, prima di mostrare le caricature di Charlie Hebdo, la giovane in quell’occasione mentì.

La ragazza ha affermato che soffriva di un suo malessere interiore nei confronti di sua sorella gemella, che a scuola aveva risultati migliori dei suoi e quindi, aveva scelto di mentire al padre per non provocargli delusione. La studentessa ha dichiarato “Non ero presente il giorno delle caricature”.

La sua affermazione, intanto, aveva provocato un vivo dibattito su temi molto attuali di religione e del problema del radicalismo, sfociato nella decapitazione dell’insegnante Paty, ad opera di un terrorista di origine cecena.

Il presunto atteggiamento islamofobico del professore, rivelatosi inesistente, aveva scatenato una bufera anche sui social, fomentata da Brahim Chnina, padre della ragazza, di 48 anni, che ora si è detto “rammaricato” dal tragico susseguirsi degli eventi.

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