Covid, Lepre: “Con il nuovo lockdown, la strage annunciata delle piccole imprese è realtà. Servono sostegni economici”

Chi mai avrebbe immaginato che ad un ventennio dall’inizio del nuovo millennio, pieno di progetti e speranze, ci saremmo imbattuti in una pandemia sanitaria che, a tutt’oggi, conta le stesse vittime di una guerra. Una vera e propria maledizione di stampo medioevale che ci ha fatto piombare indietro di secoli, al tempo delle piaghe da peste bubbonica e brancolare nel buio della scienza. Dal punto di vista economico, poi, il Covid19 sta mietendo vittime indistintamente in tutti e 5 i continenti, e nella nostra Italia, dove a brancolare nel buio è soprattutto la politica, sonoramente bocciata dal popolo e dalla storia.

“Gran parte del Paese torna nel lockdown dal sintomatico colore arancio/rosso – esordisce Gianni Lepre, opinionista economico del Tg2 e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti – in maniera particolare in Campania dove  il rosso simboleggia proprio quel sangue e quelle lacrime che continuano senza sosta a versare le micro e piccole imprese, da sempre spremute, tartassate e vilipese”.

Il prof. Lepre ha poi continuato: “La fiaba sui ristori è terminata, adesso dovrebbe partire quella sui ‘sostegni’ annunciati dal premier Draghi che prevedono, secondo quanto si legge, il 30% del recupero delle perdite sui guadagni delle imprese dovuti ai vari lockdown. Ovviamente una beffa che, se vera, vedrebbe sparire in breve tempo altre decine di migliaia di imprese le cui saracinesche sarebbero inevitabilmente abbassate per sempre”.

Lepre ha poi continuato: “Nella nostra Campania, poi, il panorama è ancora più devastante, essendo una regione che fonda tutto il suo essere su cultura, turismo ed enogastronomia. Una nuova zona rossa trasformerà gran parte delle aree produttive in cimiteri di codici ateco con una desertificazione industriale pari solo al periodo delle grandi migrazioni”.

Lepre ha poi concluso: “Qualche tempo fa alcuni analisti, azzardando una previsione a lunga scadenza, annunciavano la possibilità di una sudditanza economica  e sociale dell’ Occidente dalla Cina; se ci riflettete un attimo, pare proprio che stiamo andando in quella direzione”.

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