L&G Hydrogen Economy UCITS ETF: una nuova frontiera di buisness

 

L’Unione Europea, leader mondiale nella pianificazione di una transizione verso un’economia a zero emissioni, ha riscontrato la necessità di sviluppare una forte industria dell’idrogeno per consentire la decarbonizzazione nell’industria, nel riscaldamento e nei trasporti.

Vi sono, però, alcuni campi dove il carbonio dovrà essere, nostro malgrado, ancora presente; ma come agire allora in questi settori specifici? L’idea è di utilizzare l’idrogeno.

Questo elemento però, vede la sua nascita produttiva come un elemento inquinante, in quanto deriva dal gas naturale o dalla gassificazione del carbone a patto che ciò non avvenga mediante l’elettolisi dell’acqua, con conseguente azzeramento della CO2.

In campo finanziario, anche l’energia green è vista come un punto di ipotetico business, tanto che molte società di investimento, hanno creato fondi ad hoc, non ultima la  LGIM, Legal&General Investement Management, società di asset management, con un ETF specifico.

L’Etf denominato L&G Hydrogen Economy UCITS ETF è stato lanciato su Borsa italiana da circa una settimana, riscuotendo già innumerevoli consensi.

Secondo Bank of America l’economia dell’idrogeno arriverà a toccare un volume di affari di 2.500 miliardi di dollari entro il 2050, con un potenziale infrastrutturale da 11.000 miliardi. Per tal motivo, secondo il responsabile ETF di LGIM, Howie Li, i mercati dovrebbero cogliere l’opportunità offerta dal nuovo ETF all’idrogeno. Dichiara infatti che “gli impegni presi per l’economia dell’idrogeno da governi e imprese di tutto il mondo stanno creando opportunità di investimento a lungo termine, con fattori di spinta a breve termine. Riteniamo che questo fondo offra agli investitori un accesso d’avanguardia a questo settore in rapida evoluzione”.

Un’opportunità questa, sviluppata nel breve ma non prospettive di lungo periodo.

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