Congo: morti l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere della sua scorta

Oggi, in un attacco a un convoglio ONU nella Repubblica democratica del Congo, sono stati uccisi due connazionali italiani, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, il carabiniere della sua scorta. Il diplomatico di 43 anni, era uno degli ambasciatori italiani più giovani nel mondo. Dopo diverse esperienze diplomatiche in Svizzera, in Marocco e in Nigeria, dal 5 settembre del 2017 era  capo missione a Kinshasa, nel Congo, dove stava portando a termine numerosi progetti umanitari al fianco di circa mille cittadini italiani attualmente residenti nel Paese del Centro Africa.

Il diplomatico Attanasio era ben consapevole del pericolo a cui andava incontro nello svolgimento delle sue funzioni. Il 12 ottobre scorso a Camerota, in provincia di Salerno, in occasione del ricevimento del premio internazionale “Nassiriya per la pace”, aveva detto “Quella dell’ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l’esempio”. E aveva aggiunto ” In Congo  parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio”. L’ambasciatore aveva continuato nel suo discorso, sottolineando “Il nostro ruolo, il ruolo dell’ambasciata, è stare vicino agli italiani, un migliaio in tutto, per la maggior parte missionari e qualche laico, che vivono tutti insieme condividendo il destino degli abitanti congolesi”. E ancora,  aveva ribadito “Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani ma anche contribuire per il raggiungimento della pace”.

L’attacco è avvenuto intorno alle ore 10.00, ossia ore 09.00 in Italia, presso la città di Kanyamahoro. Nel territorio fra il Congo, il Ruanda e l’Uganda, vi sono molti gruppi armati che operano in quella zona e che prendono, spesso, di mira i ranger del parco. Delle fonti sostengono che la milizia responsabile dell’attacco appartenga ai ribelli ruandesi, che superano il confine per rubare, uccidere e rapire. Quest’attacco sembra che facesse parte di un piano strategico per rapire il personale ONU. L’ambasciatore italiano viaggiava in un convoglio da due veicoli del World Food Programme, formato anche dal Capo Delegazione dell’Unione Europea, con a bordo circa 7 persone. I rangers di Virunga, dopo aver sentito gli spari, hanno prontamente lanciato un’operazione per liberarlo, ma quando era stato recuperato, il diplomatico Luca Attanasio era già morto.

In una nota di Palazzo Chigi si legge “Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la morte di Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci”. Il presidente del Consiglio e il governo “si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri”.

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