Scegliere con cura le parole da usare. Il progetto Parole O_Stili compie gli anni

Parole O_Stili compie quattro anni. Il Manifesto della comunicazione non ostile è nato proprio a Febbraio del 2017 per volontà di professionisti della comunicazione d’impresa e della comunicazione politica, influencer e blogger, a cui, in seguito, si sono aggiunti molti insegnanti, studenti ed imprenditori.
L’intento del Manifesto, promosso dall’omonima associazione guidata da Rosy Russo, è di rendere il web un luogo meno violento, più rispettoso e civile. Tuttavia, queste idee guida possono essere estese anche alla vita reale, dato che esse stesse, al primo punto, ricordano che «Virtuale è reale».
La coincidenza fra online e offline è, spesso, richiamata, nella corretta gestione dei profili social privati e aziendali, per destare l’attenzione sulla qualità dei post pubblicati e sugli effetti che essi potrebbero avere sugli altri e sulla propria reputazione. Ciò, perché «si è ciò che si comunica», in quanto «le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano», perché «condividere è una responsabilità», quindi, «condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi», perché «le parole hanno conseguenze» e devo sapere «che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi», perché «le parole [dando] forma al pensiero», prima di esprimerle, devo calibrarle, prendendomi «tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso».

Parole O_Stili è, perciò, «un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole», che ci raccontano e ci definiscono, che possono accogliere o allontanare, che possono creare ponti o alzare muri. In virtù di questa potenza insita nelle parole e del fatto che la cura con cui si scelgono sia universale e trasversale, la Carta è stata tradotta in 34 lingue e adattata per contesti differenti: scuola, aziende, infanzia, inclusione, sport, pubblica amministrazione, politica e scienza. Accanto al Manifesto, l’associazione ha prodotto pure una serie di materiali cartacei e telematici, gratuiti e pagamento, con i quali è possibile approfondire e divulgare la mission, per contrastare il cyberbullismo, il revenge porn, il body shaming, gli hate speech e le fake news.

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