I “Giorni della Merla”, tra leggenda e tradizione popolare

Tra poche ore, come da tradizione, faranno il loro ingresso in questo 2021 i cosiddetti “Giorni della Merla”, da sempre considerati i più freddi dell’anno.

A causa del riscaldamento globale degli ultimi anni tante cose sono cambiate, e spesso ai tre celebri giorni si accompagnano temperature sopra la media.

Quelle a non essere cambiate sono invece le leggende e tradizioni legate a questi giorni di fine Gennaio, e si ritrovano più vive che mai.

Ma da dove trae origine questa tradizione, entrata oramai a far parte dell’immaginario collettivo, e perché i “Giorni della Merla” si chiamano così?

Molte sono le versioni che spiegano l’origine di questa leggenda, alcuni simili altre assi diverse, anche a seconda delle regioni Italiane di provenienza, ma unica protagonista indiscussa dei racconti tradizionali è lei: la merla.

Una versione molto diffusa ha origini assai lontane, quando il mese di Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma solo 28.

Gennaio era particolarmente burlone e un po’ invidioso, in particolar modo con una merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime.

Il mese, freddo e dispettoso, appena la vedeva uscire alla ricerca di cibo, esasperava il freddo fino a gelare ogni cosa; così la merla decise per una volta, di fare una gran provvista di cibo e si nascose per tutto il tempo nel proprio nido.

Uscì allo scadere del ventottesimo giorno e felice della vittoria, cantò di gioia.

Ma Gennaio, non affatto disposto a perdere, ed infido com’era, si accordò con Febbraio appena arrivato, chiedendogli di aspettare ad entrare facendosi prestare tre giorni che tenne per sé, divenendo mese di 31 giorni.

In quei tre giorni scatenò tutto il maltempo che poteva, per potersi vendicare della povera merla.

Ci furono tempeste di neve, pioggia, temperature gelide e la merla, presa alla sprovvista, cercò di ripararsi come poteva. Trovò rifugio infilandosi in un camino e vi rimase tre giorni esatti.

Fu salva, ma all’uscita la sorpresa fu grande nel vedere il colore del suo piumaggio completamente cambiato, avendo assorbito il grigio fumo della fuliggine.

Fu così che la merla si differenziò dal merlo. La femmina tutta grigia, dal colore spento ed opaco, becco compreso, mentre il maschio continuava ad avere un bel piumaggio elegantemente portato, nero lucido con becco giallo-arancio.

E’ solo una delle tante leggende che cercano di dare un’origine favolistica alla famosa tradizione, che vorrebbe gli ultimi tre giorni del primo mese come i più freddi dell’anno.

Questa tradizione viene condivisa un po’ dappertutto in Italia e, da regione a regione, la storia si arricchisce di particolari e peculiarità tipiche dei luoghi di appartenenza.

Anche dal punto di vista meteorologico, i “Giorni della Merla” sono guardati con grande attenzione; infatti, secondo la credenza popolare, più questi giorni saranno freddi più la primavera che ne seguirà sarà mite e arriverà presto, se invece le temperature non saranno rigide e gelide l’inverno durerà ancora a lungo.

 

 

 

 

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