Libri | Far crescere un museo: Granato e Picilli spiegano come fare

«Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze». La citazione dell’intellettuale tedesco Theodor W. Adorno, riportata nelle pagine iniziali del libro, riassume perfettamente il contenuto di Fundraising e marketing per i musei, il testo di Gabriele Granato e Raffaele Picilli, edito da Rubbettino (2020). Il libro, appunto, afferma l’importanza sia di «conservare il passato» – rappresentato dalle opere e dai reperti – sia di «realizzare le sue speranze», ovverosia divulgare e valorizzare la loro magnificenza, proprio come avrebbero voluto i loro autori.

Granato e Picilli, così, portano, nuovamente, alle stampe un loro lavoro dedicato alle strategie migliori per poter promuovere il nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale. Infatti, è solo di alcuni mesi fa, la pubblicazione, sempre per Rubbettino, de L’inestimabile valore: marketing e fundraising per il patrimonio culturale, «che aveva l’ambizione di illustrare i principi e le tecniche necessarie per realizzare campagne di valorizzazione efficaci e sostenibili». Il nuovo libro, invece, «vuole entrare maggiormente nel cuore delle tematiche affrontate e raccontare – attraverso numerosi casi pratici ed esperienze di successo – come sia possibile realizzare, in maniera sartoriale, programmi di fundraising e marketing».

Il fundraising, area operativa di Raffaele Picilli, non è la semplice raccolta fondi, bensì l’insieme delle attività messe in atto per raccogliere le risorse necessarie per la realizzazione di un progetto sociale.
Il marketing, dal canto suo, è la disciplina che prova ad individuare i bisogni e le esigenze degli attuali e dei potenziali utenti e a stabilire le azioni più opportune per soddisfarli, con reciproco vantaggio per i visitatori e per il museo. Il marketing digitale, settore di riferimento di Gabriele Granato, offre, in particolare, «ai musei la possibilità di raggiungere nuovi e ampi pubblici e permette di promuovere i propri prodotti e servizi utilizzando nuovi canali di distribuzione molto più veloci ed efficaci».

Il fundraising e il marketing per i musei e, più in generale, per una buona causa sono facce della stessa medaglia, il cui obiettivo non è, però, solamente e semplicemente, quello di ottenere donazioni; la loro funzione è quella di rendere sostenibile nel tempo la vita di un luogo di cultura, poiché «un sostenitore quando fa una donazione sporadica o una tantum può essere considerato un donatore occasionale; compito di chi si occupa di fundraising è farlo diventare un donatore regolare. Questo vuole dire che una donazione occasionale è poco utile se non è seguita, in un ragionevole lasso di tempo, da una seconda donazione».
Perciò, per ottenere tempo o denaro dai donatori è indispensabile investire altrettanto denaro, dato che – sottolineano gli autori – «per fare fundraising bisogna essere disposti a sostenere dei costi. La ricerca di un donatore, la comunicazione online e offline, l’organizzazione di un evento, la consulenza di un professionista, la stampa dei materiali pubblicitari, possono comportare spese che l’organizzazione deve tenere in conto prima di partire».
Per assicurare la sostenibilità di un museo, Granato e Picilli, dunque, suggeriscono di progettare programmi di membership, di pensare a sponsorizzazioni da parte di aziende del territorio, di organizzare eventi pubblici e privati, di allestire bookshop e caffetterie all’interno dei locali o del parco, di creare un sito web, che «non deve essere visto solo come degli accorgimenti tecnici in fase di realizzazione». Lo scopo di un sito user friendly ed interattivo «sta nello spostare il focus da prima visita a prima esperienza online, perché è qui che il pubblico più probabilmente incontrerà il museo, verrà coinvolto e troverà gli argomenti che lo convinceranno a effettuare la visita. Il primo punto di contatto, la prima connessione avviene online».

Fundraising e marketing per i musei – la cui prefazione è affidata ad Alfonso Andria, consigliere di amministrazione del Parco Archeologico di Paestum ed Elea/Velia – contiene alcune interessanti interviste a Massimo Osanna, direttore generale dei musei del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT), a Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento e ad Alessandro Cantagallo, titolare del ristorante Mediterraneo Rome.
Questo è un libro che si legge agevolmente, perché redatto con un linguaggio semplice, chiaro, colloquiale. A dispetto delle 250 pagine, che potrebbero scoraggiare la lettura, sono poco meno di 150 quelle scritte dai due professionisti del Terzo Settore, mentre le restanti raccolgono la legislazione in materia di Art Bonus.
La caratteristica del volume di Gabriele Granato e Raffaele Picilli è che può essere letto e consultato nell’ordine in cui è stato strutturato oppure sfogliato all’occorrenza, quasi come se fosse un prontuario contenente i fondamenti del mestiere e gli esempi pratici e di successo.

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