Movimento per il Nuovo Sud chiede alla Meridbulloni di invertire la scelta e trasferire gli operai dal Piemonte a Castellammare

Dopo la Whirlpool Napoli, anche Meridbulloni ha deciso di chiudere i battenti e ridurre l’occupazione al Sud, precisamente a Castellammare, stavolta però decidendo di trasferire l’intero complesso, fiore all’occhiello del settore, da Castellammare alla Brianza, con i suoi 80 operai napoletani. E’ chiaro che ormai una cosa è certa, il Sud tra proclami politici e mediatici, perde sempre più occupazione, altro che “i meridionali non vogliono lavorare“.
Di seguito il comunicato del Movimento per il Nuovo Sud, costola politica del Movimento Neoborbonico in cui si chiede alla Meridbulloni un cambio di tendenza dopo 160 anni di unità d’Italia, ossia quella di spostare al Sud l’azienda dal Nord. Milioni i lavoratori “deportati” dal Mezzogiorno al settentrione in un secolo e mezzo, è ora di cambiare rotta.
L’invito del Movimento è anche quello di segnalare alla classe politica (tra ministri del Sud e politici locali) l’obbligo di unirsi in una battaglia sociale ed economica che vede non più destre e sinistre nei due fronti, ma ancora una volta gli interessi del Nord che sovrastano quelli del Sud che chiede solo lavoro ed autonomia.

“Il Movimento per il Nuovo Sud ha inviato ai proprietari lombardi di Meridbulloni (Gruppo Fontana), che in questi giorni hanno deciso di “deportare” gli oltre 80 operai di Castellammare di Stabia a Buttigliera Alta in provincia di Torino, la richiesta di “invertire” i trasferimenti e di trasferire a Castellammare di Stabia gli operai di Buttigliera Alta.  Il Movimento “neo-sudista” invierà in omaggio ai responsabili e agli operai piemontesi una guida della provincia di Napoli e della Campania e si rende disponibile per visite guidate gratuite sottolineando che, con tutto il rispetto per il piccolo centro piemontese, l’area in cui potrebbero trasferirsi è una delle più belle del mondo con siti di interesse storico-artistico, paesaggistico, termale e gastronomico tra i più famosi non solo in Italia: dalla stessa Castellammare alla penisola sorrentina, da Pompei ed Ercolano, dal Vesuvio a Napoli, il soggiorno degli operai potrebbe costituire una scelta importante per se stessi e per le proprie famiglie.  Al di là della provocazione, il Movimento per il Nuovo Sud evidenzia come ancora una volta, con vicende ancora drammatiche in corso come quella degli operai della Whirlpool, i meridionali non sono rappresentati e difesi a livello locale come a livello nazionale.  Premessa la totale solidarietà agli operai in lotta in questi giorni, la storia dimostra che in oltre un secolo e mezzo sono state troppe le volte nelle quali i meridionali sono stati costretti ad emigrare, a scegliere tra salute e lavoro così come capita ancora a Taranto o in Sicilia o a supportare magari con incentivi e sgravi la nascita di aziende che ai primi segnali di crisi abbandonano questo territorio costringendo gli stessi operai a perdere il proprio lavoro o a scelte pesanti anche per le loro famiglie.  Nelle foto allegate le proteste di Meridbulloni e Whirlpool con gli operai che spesso hanno esposto i simboli dell’antico Regno delle Due Sicilie, evidentemente un simbolo di appartenenza ad un territorio e di “non” appartenenza a governi che, a prescindere dai colori e dai partiti, non li hanno rappresentati e non li rappresentano”.

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