Sanità Puglia: 200 bombole di ossigeno scadute nell’ospedale di Lecce

All’ospedale Vito Fazzi di Lecce sono state scoperte bombole di ossigeno scadute.

I carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazione) del capoluogo salentino, nella giornata di ieri hanno sequestrato circa 200 bombole contenenti ossigeno e aria medicale presenti nell’ospedale.

Le bombole erano funzionali ad un impianto secondario dell’ospedale, e non erano mai state utilizzate.

E’ da sottolineare che il supporto di ossigeno per i ricoverati arriva dall’impianto principale, mentre quello secondario entra in funzione solo nel momento in cui si riscontrano problemi  a quello principale .

I carabinieri hanno rilevato che le bombole in questione erano scadute da tempo: precisamente dai tre ai cinque mesi.

In seguito all’intervento dei militari, la Asl ha immediatamente provveduto a ripristinare il funzionamento dell’impianto secondario, con la sostituzione di nuove bombole. Il reato ipotizzato dal pm Francesca Miglietta è «somministrazione di medicinali guasti o imperfetti».

I militari in questo periodo stanno effettuando una serie di controlli nell’ambito dei protocolli anti Covid nelle strutture sanitarie e sicuramente l’attività di indagine non si fermerà qui.

Infatti, nei prossimi giorni, i carabinieri continueranno con altri accertamenti, per andare fino in fondo alla vicenda e verificare le reali responsabilità.

La Asl di Lecce ha rilasciato le proprie precisazioni:

La centrale dei gas medicali è costituita da due bomboloni, uno di ossigeno e uno di azoto – precisano dalla Asl – Vi è poi una una rampa di cestelli con più bombole (pacchi bombole) che entrano in funzione immediatamente e automaticamente in caso di mancato funzionamento della fonte primaria. Esiste poi una seconda rampa di cestelli con più bombole attivabili solo manualmente da un operatore in caso di estrema urgenza, per non funzionamento del sistema centrale e della rampa di emergenza ad attivazione automatica”.

“In questa seconda rampa di bombole, ad attivazione manuale (e mai entrata in funzione negli anni) sono state riscontrate nei cestelli delle bombole con data di utilizzo scaduta”.

I Nas – continua la Asl – condividendo la richiesta della direttrice della farmacia del presidio ospedaliero hanno disposto lo smontaggio delle bombole con prodotto scaduto presenti si questa seconda rampa . Le bombole successivamente sono state sottoposte a sequestro probatorio con contestuale contestazione della condotta alla ditta fornitrice e comunicazione all’ag. Anche la Asl contesterà alla ditta la inadempienza contrattuale riscontrata”.

Print Friendly, PDF & Email